Destra o sinistra?

‘Ce l’ha con me?’

La ragazza stava gesticolando verso la mia direzione. Mi giro; tutti gli altri passeggere del pullman sono tranquillamente seduti, l’unico in piedi e girato verso la strada sono io.

‘Si ce l’ha con te, il pullman sta per partire, lei sta correndo e fa gesti verso di me, è ovvio che vuole salire, è in ritardo e spera che faccia qualcosa…ce ne hai messo di tempo coglione…’

Che carina. Bionda, magra, piccolina, occhiali alla moda con la montatura rossa e Dio solo sa quanto adori gli occhiali su una ragazza. Soprattutto se di moda e rossi.

Ora dirò all’autista di aspettare, che una ragazza deve ancora salire.
Lei entrerà, leggermente sudata, un pò ansimante, verrà vicino alla macchinetta obliteratrice dove sono io, per fare il biglietto e…

“Grazie…” mi fa lei “…lo stavo per perdere..:”

‘Brillantezza ma non troppa, hai notato una ragazza che faceva dei cenni, hai chiesto all’autista di aspettare, non sei nè Sherlock Holmes nè Superman’

“Figurati” rispondo “Emanuele…piacere…”
“Silvia” risponde lei sorridendo

E’ proprio carina.

Rompo il ghiaccio. Qualche battuta sugli autobus che non sono più quelli di una volta, aneddoti dei pullman persi nei non troppo lontani giorni del liceo (per svecchiarmi), umorismo spiccio a piccole dosi, giusto per qualche risatina. Il classico ABC del flirt anche se di solito arrivo giusto alla A.

Scopro che deve scendere fra due fermate.

“Eh…mi devi un caffè lo sai si?” gli dico
“Come?” risponde lei
“Eh si, dalle mie parti si fa cosi…facciamo che ci sentiamo in questi giorni?”

Ride. Può essere un bene o un male. Ma questa è la classica situazione da ‘Bene’. Fiducia.

“Ok dai…si può fare, ti offrirò un caffè allora….ma come…”
“Dammi il numero” propongo. Alla fine manca una sola fermata, devo sbrigarmi.

Ride e mi da il numero. Speriamo sia vero. Un caffè assieme e vedremo cosa porterà il futuro e la mente spazia dalla relazione stabile al classico incontro del destino fino ad un malinconico caffè con addio.

Il mio cervello è in moto, costruisce castelli in aria dalle fondamenta di endorfina. Abbondante endorfina. E’ il momento di muoversi altrimenti quella ragazza non salirà sull’autobus e il mio piano immaginario perfetto andrà a farsi benedire.

Devo muovermi.

Ma mi sto già muovendo.

E’ l’autobus.

‘Sei un coglione, te l’avevo detto già prima’


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