La magica strettoia

Strana la vita. Mi ritrovo ad aspettare quando di solito corro. Ho 3 vecchietti davanti a me all’uscita da un cinema, camminiamo lungo una strettoia di qualche metro ma stranamente, rimango dietro, tengo il loro passo e non li supero imprecando come farei di solito. La cosa mi stupisce, è forse un segno?

Ora, in questo momento di inesorabile lentezza incredibilmente mi soprendo a guardare il mondo nei dettagli. Scopro che un vecchio negozio che credevo fosse ancora aperto era stato sostituito da un McDonald. La gente che non degno mai di uno sguardo si rileva quasi interessante, forse hanno pure qualcosa da raccontare. Un bambino butta la carta in un cestino, la cosa più vicina ad un miracolo che vedo da anni.
Incredibile quanto si sottovalutino le strettoie fatte a passo di lumaca al giorno d’oggi, “dovrebbe essere un abitudine comune” mi dico. Devo sfruttare questo momento, la strettoia sta per finire, devo trovare una verità assoluta. Si ma cosa chiedere? Che rivelazione cercare? Le solite vecchie domande sulla vita, sull’amore e sulla morte tipiche di filosofi passati e trapassati? Non è da me, le più grandi verità scoperte dall’uomo sono state trovate fuori, non dentro l’essere umano e poi,  la filosofia non ha mai reso felice nessuno anzi il contrario. Non ha mai dato risposte e ci sarà sempre qualcuno dopo di te che sputerà sulla tue teorie, ne scriverà di nuove e che avranno più seguito delle tue. Essere un filosofo è un fallimento, è una grande tristezza, un dramma.
“E allora  a cosa penso…al nome delle cose?” A destra il cartello di fine lavori in corso sfila scomparendo alle mie spalle, “Accidenti devo fare in fretta, hai al massimo due, tre secondi e poi la strettoia si allargherà e questo frangente di spazio-tempo distorto scomparirà per sempre…quante strettoie pensi di trovare? E quante con dei vecchietti che ti bloccano il passaggio?”

Bum!

Rivelazione.

Che ci faccio a 26 anni, all’uscita da un cinema, il primo giorno di primavera…da solo?

E capisco che mi sbagliavo, perchè a volte le risposte si trovano anche dentro, che i filosofi sono infelici non perchè sprecano una vita a cercare risposte sbagliate, non perchè le loro teorie sono derise da tutti o perchè credono di trovare pensieri troppo deprimenti persino per il più fervente dei pessimisti; sono infelici perchè anche a loro capita un giorno di trovarsi in una strettoia con dei vecchietti che bloccano il passaggio e li trovano una risposta che non volevano sentire, ad una domanda che non si erano mai posti.

E ora vi starete chiedendo…si ma perchè, qual’è la risposta alla tua domanda, l’hai trovata no? Quindi perchè, perchè, PERCHE’?

La strada finalmente si allarga. I vecchietti proseguono ma io indugio ancora un attimo.

“Perchè io non so occuparmi di nessuno” .


Una reazione allergica a “La magica strettoia”

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