Una porta di ordinaria follia

Si stavano dirigendo verso un altra rampa di scale e Michele poteva già intuire l’evolversi di quella situazione. Strozzino intanto continuava a parlare ma oramai lui non gli prestava più ascolto. Era in trappola? Come poteva scappare?

Fecero altri due piani fino al piano delle assicurazioni

“So che lei non è assicurato contro i furti e gli incendi, visto che è intenzionato a comprare dei mobili di classe mi sembra opportuno consigliarle una buona polizza contro questo genere di sventure”

Dopo aver detto quella frase con tono drammatico, Strozzino si girò verso Michele, con uno sguardo tagliente e fin troppo aggressivo.

“Lei mi capisce…in questo paese se ne vanno in giro brutti ceffi che solo per il divertimento di accendere un fiammifero fanno danni incredibile…capisce vero?”

“S-sì…” rispose Michele, oramai in completa confusione e paralizzato dalla paura.

Strozzino prese un foglio da un banchetto, l’unico mobile presente sul piano e lo porse a Michele.
“Compili con i suoi dati che ci pensiamo noi” disse sorridendo in modo maligno “ma andiamo a parlare di affari su di sopra”.

L’ultima tappa di quel viaggio da incubo era il settore finanziamenti Ferraciti. Michele dopo l’ennesima rampa di scale si ritrovò in un enorme salone coperto da moquette blu e mobili in rovere. Una scrivania sempre in rovere era illuminata da belle lampade art decò. Una poltrona di pelle e una targhetta in ottone con il nome “Pasquale Ferraciti” erano chiari indizi che quello era il quartier generale mafioso di Strozzino. Michele venne fatto sedere su una bella sedia in pelle di elefante mentre Strozzino si accomodava sul suo trono, una gigantesca poltrona nera dallo schienale altissimo.

“Allora…” il tono di Strozzino era serio e il sorriso cordiale era sparito del tutto

“Lei ha fatto richieste specifiche signor Parati, richieste che hanno un costo” era la prima volta che lo chiamava per cognome.

Strozzino si fece dare cartellina e penna da Samuela e prese a scrivere. Michele era come paralizzato.

“Diciamo che potrei venirla incontro spalmando la somma sul mutuo che già mi deve, mutuo che andrebbe ridiscusso in quanto le borse stanno impazzendo, il mercato immobiliare fluttua…le solite cose”

“Ovvio, lei ha deciso di fare un passo molto grande nonostante le sue possibilità limitate ma io capisco che non voglia far mancare nulla alla sua famiglia…e tenerla diciamo…al sicuro” continuò fissandolo improvvisamente negli occhi.

“Le ho fatto preparare un documento che adesso lei mi firmerà, le farò uno sconto per le spese notarili…ah…e mi compili il modulo per l’assicurazione per cortesia”

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