Nero, rosso, grigio

La vita viene costruita sull’amore, sugli errori, sulla fiducia, sul risentimento.

Milioni di mattoni, rossi e neri, usati prima per costruire fondamenta e su cui si può costruire una casa. Milioni di mattoni che creano la stabilità, della vita e della felicità.
Molti mattoni si annullano tra di loro. Gli errori demoliscono la fiducia. La fiducia rinsalda l’amore, il risentimento lo distrugge. Il risentimento distrugge tutto, e l’unica possibile cura è il perdono.
Ci vuole un grande equilibrio perchè troppi mattoni neri, errori e risentimento, fanno crollare la casa, e l’amore rimane schiacciato dal peso delle responsabilità, invinghiato in una massa nera impossibile da districare. La fiducia, sprofonda e sparisce. Serve scavare a fondo e per tanto tempo per recuperarla dalle macerie del castello ma potrebbe essere comunque troppo tardi, perchè tutti quei mattoni neri e rossi con il tempo, la pioggia, il vento, la tristezza che scende come cenere vulcanica e che copre il mondo si trasformano in una matassa grigia indistinguibile in cui fiducia, risentimento, errori e amore si trasformano in un unico, immenso, triste “nulla”.

E in quel “nulla” non c’è altro che la speranza che la cenere un giorno venga soffiata via, che si possa reiniziare a scavare, eliminando il grigio, per creare nuove fondamenta, più rosse che nere, per rendere saldi anche i punti critici, i problemi, le facce oscure di ogni persona.

Le speranze possono essere rosse e nere. Quelle rosse nascono dalla convinzione che il tempo guarisce le cose, perchè certe cose sono indissolubili, uniche, importanti, eterne. Perchè i mattoni neri, per quanti siano, non possono far crollare un sogno se c’è la voglia di mettere mattone su mattone, per sempre, in una instancabile routine quotidiana che non indebolisce ma rinsalda un unione.

Ma la speranza è anche nera. La falsa speranza che può uccidere un uomo e il voler dimostrare di valere davvero qualcosa, alimenta questa speranza, trasformandola in ossessione, in un incubo. Nella mente il colore di questa speranza, di questo desiderio inconscio è indefinito, vago, indistinguibile. Un turbinio vorticoso di colori in cui non si è mai coscienti della realtà. Il passato ritorna davanti agli occhi come un film che prende mille pieghe al secondo, mille punti interrogativi, mille “se”, mille “ma”. Mille futuri della stessa storia, rossi, neri, grigi.

Mille colori.

Svegliatemi.


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