Solo al sole

‘Come poteva farsi notare da lei?’

Era evidente, che oggi fosse distratta, tutte quelle rose…

Ad ogni ammiratore aveva detto di amare un colore diverso, il rosso della passione, il blu del mare, il bianco della purezza. Forse li prendeva in giro, forse amava tutti i colori o semplicemente, adorava far capire alle colleghe dell’ufficio che gli ammiratori erano tanti. Colleghe invidiose della sua bellezza, della sua simpatia, della sua intelligenza.


Ed io non faccio niente. La guardo ogni giorno…e nonostante mi senta sempre più vecchio e più distante non posso farne a meno. Non posso girarmi, distogliere lo sguardo, mentre lavora, mentre scrive lettere, prende un caffè e si arrabbia, sorride divertita ad un messaggio simpatico o si morsica dolcemente un labbro, davanti ad uno dolce.

Non la conosco.

Non so se è dolce o cinica, spietata o comprensiva, generosa o egoista, so solo che tutti la vogliono, tutti la cercano ma solo io, solo io, l’ho vista triste, l’ho vista piangere, l’ho vista stressata e con il trucco disfatto dopo 10 ore in ufficio. Solo io conosco le sue frasi, ho ascoltato le sue chiamate, capisco i suoi umori, anche se la conosco da cosi pochi giorni. Avrei voluto seguirla fino a casa, consolarla, dirgli che io per lei ci sono, ora e sempre. Ma non posso. Ma solo io la amo.

Oggi è un giorno importante. Troppi biglietti e troppi fiori, che cosa significherà? Cosa succede oggi?

Ma non posso fare nulla, sono qui immobile e la osservo..ma quei pochi gesti, quelle poche carezze che fino a ieri mi concedeva oggi sono spariti. Mille fiori mi nascondono il suo viso, ed io mi sento sempre più stanco e rassegnato perchè è evidente che non posso nulla contro quelle rose alte, piene di se, colorate mentre io…alla fine…chiuso in questo cilindro di vetro…

…sono solo un girasole.


Una reazione allergica a “Solo al sole”

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