Senza titolo

Facile scrivere senza un titolo.

Il titolo è una bestia strana, bastarda…non sapete quante storie vorrei scrivere che abbiano uno dei miei titoli più geniali. Ci provo e ci riprovo, ma ogni volta non sono mai storie degne di quel titolo cosi brillante. A volte mi reputo un ottimo scrittore di titoli, piuttosto che di storie.
Non sminuite questo dono, è difficile condensare in due tre parole un’emozione, un concetto, una volontà, un mondo di parole.
Il titolo nasce spontaneo, un lampo, come un colpo di fulmine, una scossa elettrica lungo la schiena che entra nel cervello a solleticare i due neuroni che ti rimangono. Un lampo di genio, come un’idea, una battuta simpatica, una riflessione profonda.
Spesso i titoli non sono un granchè, perchè la storia arriva prima e tu ci pensi troppo, perdendo il lato creativo, non aspettando il momento in cui ‘BAM!’ arriva la secchiata d’acqua gelata in faccia e le due parole sono li, chiare, impresse immaginariamente nella retina dei nostri occhi. Lo cerchi, lo costruisci e alla fine, ti accorgi che non è un granchè. Una bella storia con un titolo mediocre. Pessimo.

Ma quanto è importante un titolo per una storia? Lo è davvero?

Cavolo si…ma scherzate? Come il nome per una persona, stessa cosa. Un bel nome suona bene, conferisce stile e classe anche il più lurido dei criminali.

“Come ti chiami?”

“Sigourney Weaver”

“Wow…”

Ecco cosa succede. Un bel titolo è importante, attrae, conquista, ti spinge a leggere anche se il contenuto alla fine, forse non è un granchè ma ‘lui’ rimane impresso, come un bel sorriso, un’emozione, un ricordo doloroso o felice. Quanti film non ricordate nella trama o negli attori ma appena sentite il titolo vi dicono qualcosa? Sempre cosi.

Quindi oggi mi sono messo a pensare a qualche titolo bello ed evocativo. Risultati? Zero. Succede a volte.

Poi ho scritto ‘Senza titolo’ in cima a questo foglio ed ho iniziato a scrivere dei ‘titoli’, di come nascono, di quanto sono importanti fino a questo punto, in cui mi accorgo (e anche voi) che anche stavolta, quello che ho scritto non è alla sua altezza.


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