Amsterdam battle

La pioggia bagna il cemento rendendolo lucido, le luci appese ad una stranissima tettoia, gigante e dalla forma di disco volante, si riflettono come luci strobo. Gradinate, una piazza, scalini, pieni di giovani. Bottiglie di birra rotte, coriandoli, gente di ogni tipo e io già rimpiango di non avere una macchina fotografica ragefinder nella tasca. Dannazione. Si respira la tipica aria del sobborgo malfamato di Milano insomma, non avevo dubbi.
L’interno del Barrio’s Cafe è cupo, non ci sono cameriere gentili, c’è solo un barista scontroso, vestito come un taglialegna,super impegnato che sbraita contro chiunque voglia aiutarlo. CI mette 10 minuti a servirmi una Vodka Lemon.

Non so cosa aspettarmi dalla serata, sinceramente è da poco che ascolto rap, una passione che si aggiunge agli altri mille generi della super playlist della mia vita. Alcuni ascoltabili per tutti, altri decisamente no.
Il caldo è soffocante, ci si siede in attesa e subito capiamo che gli orari non verrano rispettati. Sui tavolini attorno a noi ragazzi improvvisano battaglie di freestyle. Pochi avranno un futuro ma apprezzo la passione.
Quando inizia l’Amsterdam Battle (in palio un viaggio ad Amsterdam) non so quasi come comportarmi. Mi butto nella folla e il presentatore della battle grida “In alto le mani”. Cavolo, è diverso da un concerto rock ma vengo subito coinvolto, quindi alzo le mani, le muovo tenendo il ritmo degli altri e subito la sensazione di essere fuori posto svanisce.
Gli insulti sono la base di queste “battles”, 4 barre a testa, uno contro uno, senza esclusione di “parole”, tutti in rima e tutto a tempo con la base strumentale che il DJ “spinge”, propio come in 8 Mile che sicuramente avrete visto.
L’incredibile fantasia di alcune trovate lascia spiazzato uno scrittore in erba come me. Riprendere l’insulto dell’avversario rigirandolo, concatenando argomenti, frasi, citazioni, personaggi, senza nessuna preparazione cosi, come una fontana, un vulcano in eruzione. Eccezionale. Vedere “Orso” denigrato in rima fino a farlo diventare un innocente Panda dall’occhio nero protetto dal WWF, oppure “Mario” che sull’argomento “Luce” riesce a tirare fuori una rima che si conclude con la Legge di Ohm. Geniale.
Ad ogni insulto o battuta particolarmente riuscita il pubblico esplode in boato, alza le mani e io ormai mi sento dentro nell’anima della sfida, trasportato grido un “Uuuuuuuh” di soddisfazione ad ogni trovata riuscita, ad ogni colpo basso dei rapper. La votazione è ad acclamazione, se non basta si va ad oltranza, si tirano fuori battaglie ad argomenti, oppure si concede un minuto di freestyle solitario ai contendenti. Tutte regole decise al momento, nessuna programmazione quindi si assiste a battaglie con argomenti come “porno in streaming” ed è incredibile come i freestyler riescano subito ad entrare in sintonia con ogni proposta. La battle continua, quarti di finale, semifinale, altri rapper si esibiscono tra una pausa e l’altra presentando i loro pezzi.
Alle 3:20 del mattino si arriva alla battaglia finale, sono tutti distrutti, anche noi che assistiamo. 5 minuti di battle fra i due contendenti, 5 minuti di freestyle continuo, incessante, spettacolare, botta e risposta.
Abbiamo un vincitore, Rappettino se ne va ad Amsterdam. Ma anch’io mi sento un vincitore…anche se alla fine sono le 4 del mattino e non dormo da due giorni…ma che spettacolo!


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