Inbox (10983)

Sono di fronte ad uno schermo, l’ennesimo giorno della mia vita.

Sono 10983 le mail nella mia casella di posta; 6 anni di archivio. Parto da quelle più vecchie, dando un’occhiata annoiata. Scappa qualche risata a leggere le mail che scambiavo con i miei compagni di università, cavolo…datate 2005. Richieste di software, appuntamenti, dispense, lezioni. Le mail personali sono circondate da catene di S.Antonio, pubblicità, newsletter assolutamente inutili che riempono paginate intere. Cancello, cancello, cancello, ne faccio fuori almeno 2000.

Un amico che non vedo da una vita mi invita ad un concerto, Gamespot mi presenta offerte irrinuncabili, un altro amico mi intasa la casella di barzellette che ho già letto mille volte (ma ti voglio bene lo stesso Dani), aggiornamenti, Club Motori, Mondadori, qualcuno che vuole vendermi qualcosa. Continuo ad eliminare, ed arrivo al 2006, primi tentativi di uscire ad affrontare la vita, progetti idee, amici di mio padre che mandano foto di fossili, minerali, cultura giapponese, altre mail stupide da titoli come “Babbo Natale indagato” o “Filmati natalizi stupidi”. Auguri di compleanno da amici e ovviamente, siti con irrinunciabili offerte per me o meglio, regali esclusivi, come li chiamano loro. Passano i mesi e le stagioni e sembra sempre tutto uguale, come se nulla cambiasse, come se niente si evolvesse nel mio mondo. Che strano effetto…

Trovo le conversazioni con Robin Miller, con lo Studio di animazione Mistral, listini prezzi di prodotti da pittura, altre richieste di lavoro, alcune legali, altre non molto. Entro nel periodo di spese folli, DVD, vinili, CD, oggetti rotti ed inutili, macchine fotografiche, le fatture si moltiplicano. Un periodo che ancora non è morto. Ci sono le mail dello staff di Mediterraneo, quando facevo il grafico a tempo (molto) perso. Bea, una mia amica, mi manda le foto che ha scattato a Toronto. Alcuni commenti alle mie foto, risposte dai forum Canon. Cambio pagina e mi imbatto in una mail di mia sorella che mi fa ridere di gusto, erano due mesi che non mi succedeva:

“We ciao rifiuto umano della società simile a un letterato antropomorfo che vive nel fumare i dirimpetti!! Sono fermamente convinta che tu nel tuo essere pauperistico capirai il mio ardente e patibolare desiderio di informarti che non puoi accedere al servizio di inviamente smssifero… Spero che con questa mia egloga tu possa finalmente capire e tornare alla realtà…
Tua eloisa”

Mia sorella era già fulminata da allora, anche se adesso sta diventando troppo seria per i miei gusti e io troppo depresso per i suoi.

Arrivo al 2007, altri amici entrati nella mia vita e poi spariti, mail in russo, chissà cosa cercavo, altre offerte, l’ennesimo piano per diventare ricchi di Enrico, fallito miseramente come tutti gli altri, la prima mail della mia vicina di casa sessantenne, a cui ho insegnato ad usare il pc, le lotte infinite con il professore di matematica per farmi accettare all’esame, richieste per entrare nell’equipaggio di Overland, mail a Ron Fricke in cui mi propongo di fare anche il lavapiatti, pur di entrare nella sua troupe. Racconti e poesie spediti ad amici ed amiche. Ero abbastanza sognatore ai tempi. I sogni non son scomparsi ancora, solo che molti non vogliono dire più nulla, sono solo ricordi sbiaditi di un tempo pieno di colori.

Anno 2008. Alcuni amici cambiano, altri rimangono, molti spariscono. Qualcuno muore purtroppo. Le catene sono sempre uguali, fanno capolino le mail di lavoro, le prime, le formazioni del fantacalcio. Le newsletter ora parlano di grafica, foto, software, auto, specchio delle passioni che cambiano e si evolvono. Cancello cancello, cancello, altri anni passano, tornano in mente visi per poi scomparire di nuovo premendo il tasto ‘Delete’. 2009, poi 2010, sempre più lavoro, sempre più architetti, ingegneri, staff tecnici, notifiche di Facebook. Gli amici mandano molte meno email stupide, molti si sono sistemati e non hanno più tempo, altri lavorano, altri hanno lasciato il giro inseguendo un’altra vita. Arrivo alle mail che sono come pugnalate al cuore. Le cancello immediatamente prima che senta la tentazione di aprirle per farmi ancora più male. Creo etichette, classifico, ripulisco, rileggo ed arrivo ad oggi.

Premo F5 ma il numero non cambia. Non ci sono nuove mail. Da nessuno. Arriveranno durante il giorno ma saranno le solite cose: lavoro, stupidaggini, nulla che abbia realmente voglia di leggere. Nulla che mi rischiari la giornata. Nulla che mi interessi.

6307 è il numero che leggo nell’inbox. Ho cancellato più di 4000 momenti della mia vita, gli errori, le scelte, i successi nella vita, a scuola, in amore. Per un istante sono tentato di selezionare tutto e cancellare anche il resto, quello che ho salvato, per leggere solo un perfetto, rassicurante, “0”, per ricominciare da capo, come se potesse davvero succedere nel mondo reale. Non lo faccio perchè sarebbe inutile, però penso…

Quanto sarebbe bello avere un pulsante delete nel cervello, da poter premere quando sei stanco di ricordare?


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