Pensieri all’occhio di bue

Dopo tanto coinvolgimento fisico-emotivo-cinetico durante la serata con amici, sudata copiosa inclusa per un lasergame (che mi ha fatto capire una volta di più quanto poco resisterei in una guerra vera) con mangiata poco soddisfacente successiva, mi trovo seduto spaparanzato su una panchina fuori dal ristorante, in posizione maschio alpha, comodo e strafottente, mentre mi fumo una sigaretta. Il mio terapista, che è uno bravo e non lo dico solo perchè costa un sacco di soldi, mi dice sempre “se vuoi qualcosa e non danneggi nessuno, chi ti vieta di prenderla?”. Quindi volevo spaparanzarmi e fumarmi una sigaretta e l’ho fatto, cosa di cui poi mi pento sempre perchè ci vogliono 120 giorni per smaltirla anche per chi corre ogni giorno come me e ultimamente ho inalato troppa di quella schifezza che non fa bene anche se a fine anno un check up me lo faccio lo stesso e mi faccio fare l’aspettativa dal mio medico quello del corpo bravo anche lui e in più gratis (potete prendere fiato ora) .
Quindi, sono qui che fumo e mi godo il panorama, un guard-rail di cemento, macchine parcheggiate e una rete verde. Il cielo è nero morte e manco si riescono a vedere le stelle e tutto è filtrato da un vetro mezzo opaco dove vedo il mio riflesso di uomo vestito da barbone ed evidentemente spremuto da ogni energia.

In queste situazioni succede che il tuo sguardo comincia a sfocarsi e il tuo pensiero libero comincia a vagare nei meandri dei ricordi e della memoria con le solite domande “se avessi” e le risposte “poi avrei fatto cosi”, una specie di macchina del tempo mnemonica e assolutamente dannosa, proprio come dice il mio terapista, quello bravo e costoso. In pratica ci sono i pensieri buoni, che ti aiutano a risolvere i problemi, a creare cose, a pensare a grandi opere e i pensieri cattivi (un po’ come il colesterolo non trovate?), che ti fanno rimurginare su cose che non puoi più risolvere e che ti intossicano la mente finchè non diventi un pazzo nevrotico che agisce per sfogare la sua tensione in modi assolutamente folli. Qualcuno si ammazza anche. Ora, in questi casi, se non vuoi che nulla intacchi la tua felicità non puoi fare altro che stare attento a quello che ti circonda perchè cosi non pensi e non ti fai male. Ti godi la vita per come viene. Funziona ve lo assicuro, ti metti ad osservare passivamente ma con attenzione tutti i dettagli, le persone, le cose e il pensiero libero tace di colpo, come un rubinetto chiuso con una chiave del 13. Inizi a controllare i muscoli del corpo, il respiro e la mente contemporaneamente e non c’è nulla che ti può scalfire, nemmeno una tragedia. In tre settimane con questo metodo ho scoperto più stranezze e dettagli del quartiere in cui vivo che nei precedenti 27 anni come 5 tipi di siepi diverse, il distributore di cialde per caffè vicino casa mia che si è trasferito a 20 km e manco lo sapevo, una scala appoggiata ad un albero di ciliege nel giardino del vicino e mille altre “stupidaggini” che sembrano insignificanti ma rendono ogni momento della vita una vera scoperta.

Al momento ad esempio, c’è un mio amico che sta facendo strage sistematica di zanzare li in giro e osservandole svolazzare intorno ai faretti affogati nel pavimento del ristorante mi faccio delle domande. Ma le zanzare respirano? Cioè, hanno i polmoni come noi, hanno un naso? Quante poche cose sappiamo della vita che ci circonda? Quanti di voi saprebbero rispondere? Se lancio una formica dal 35° piano, quella muore o è come se non fosse nulla perchè è leggera?

Ci penso cosi assorto in quei minuti, osservando come volano, come sono attratte dalle luci, le loro zampe lunghe e sottili che quasi non mi accorgo che i miei amici se ne stanno andando. Mi alzo, li seguo svogliatamente e subito riprende il flusso di coscienza libera.
Stavolta “parla” di lavoro, delle cose da fare, di quell’errore che ho commesso, una mail da cui non ho avuto risposta, “avrei dovuto…” “sarebbe stato meglio se…”.

Rivolgo subito la mia attenzione sui miei amici lì davanti utilizzando il “metodo”, penso alla loro personalità, a come sono diversi gli uni dagli altri, dai difetti ai pregi fino alle macchine che hanno comprato e mi ritorna il sorriso. Ora, il mio terapista costa (anche se ormai ci vado molto poco) e la sua tendenza a farmi diventare un robot-buddhista zen non la condivido però sulle sue tecniche devo ammettere una cosa…

Funzionano davvero.


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