Lettera a te…

Sono anni che non ti scrivo più e chissà se leggerai questa lettera…

Sono confuso. Confuso al punto che decido di mettermi a letto, così magari i pensieri se ne vanno da altre parti, si girano. Hai presente quando rimaneva una sola moneta nel salvadanaio che non ne voleva sapere di uscire da quel buco e tu ruotavi, scuotevi, infilavi dita e quella moneta scivolava con uno stridio che sapeva di presa un giro? Ecco, mi sdraio così magari esce tutto dall’orecchio, con il cuscino che assorbe. Ma rimangono lì e mi prendono in giro. Pensieri che non riesco a decifrare; mi sembrano solo un mucchio di persone che parlano fra di loro in una stanza fumosa. Pressano, angosciano e parlano parlano parlano, alcuni di tempo, altri di donne, altri sono solo lacrime, altri ancora mi fanno notare tutta la mia sequela di difetti.
Tra tutti questi pensieri non c’è un’idea per il futuro, né uno che mi suggerisca come sistemarmi, come crescere, che mi faccia capire cosa mi piace, chi mi piace, se parlarle, se è paura o disinteresse. Non so non so non so.

Ora…calma.

Arriva la coscienza che prende a sberle tutti quanti e che ti fa dire “da lunedi si cambia”. Non si parte mai dal giorno dopo…la nuova settimana è sempre l’inizio migliore, ti concede alcuni giorni per prepararti, immagini te stesso in lunghissimi film mentali. Immagini tu che cambi. Cambiare per essere sicuro, sentirmi meno solo, svegliarmi domani e sapere cosa fare, sapere che starò sicuramente meglio di ieri e di oggi.

Sai, temo di essere nato per fluttuare e non camminare sulla terra. Galleggiare inoperoso in attesa di una scialuppa di salvataggio in pieno oceano. A volte do un paio di sgambate verso un punto lontano ma poi mi fermo, a riposare, e la corrente mi manda alla deriva e quel punto cambia. Finisce che rimango sempre nello stesso posto. Questo mio continuo girare su me stesso…sembro un cane che trova invitante la sua stessa coda e quindi mi inseguo. Tutti attorno cambiano e tu no, rimani la somma di antipatici difetti che creano giusto un’illusione di fascino finché poi scoprono la verità: sei inconcludente e stupido.

Quand’è che ho perso il contatto con le cose semplici al punto di sentire così forte il desiderio di non essere una persona normale, con un lavoro normale, una vita normale, magari anche felice? Come si può arrivare ad essere infelici inseguendo insoddisfatti qualcosa che nemmeno percepisci, che ancora non hai scoperto, che non sai nemmeno se esiste? Vado a pensare a cosa desidero e c’è solo rumore di fondo, arrivano flash di “me” felice con una famiglia, poi di “me” in viaggio, poi di “me” a lavoro, poi di “me” su una spiaggia, indice che mancano idee chiare e che continuo a girare in una rotonda senza leggere i cartelli delle uscite.

Mi viene il nervoso. Mi innervosico e mi isolo dagli altri. Se non mi considerano mi incazzo, se non mi apprezzano mi incazzo, se non si sentono coivolti dai miei improvvisi momenti di euforici fuochi di paglia, io mi incazzo.

Nervoso e incazzato, tutta roba che porta all’alienazione e ad ancora più incertezza. L’incertezza poi; per anni mi ha dato stimoli e voglia invece adesso non so, forse davvero sto invecchiando, sono meno flessibile e più spaventato e quindi basta incertezze, non le voglio e mi sento una data di scadenza addosso.

Solo che non so da cosa iniziare, perché l’incertezza ti costringe a pensare male di te stesso, perché di concreto non sai fare nulla e non senti di avere un posto in tutto questo. Non so vivere, non so occuparmi di qualcuno, non so aggiustare lavandini né fare il pane, non so guidare molto bene, non so sbucciare una mela decentemente né usare il coltello senza fare danni, non so portare a fondo le mie idee, dare seguito alle promesse, essere indifferente alle sofferenze, alle parole degli altri, ai retropensieri della mia testa e della mia anima, non so dire di no, non so distinguere sincerità e menzogna e quindi non so più fidarmi di qualcuno.

Siamo alla fine Babbo Natale, io ti chiedo questo: ho bisogno di “qualcosa”. Forse, ho sempre sbagliato in questi anni spesi a cercare direttamente la soluzione ai miei problemi, come chi si cura prendendo delle medicine senza fare esami.

Magari mi serve un qualcosa direttamente inventato da te, che forse non esiste. Un anti-nebbia cerebrale, un chiarificatore sinaptico, o un’anima compatibile almeno al 34,7% con la mia. Non lo so, guarda caso.

I problemi però adesso li conosci, alla soluzione pensaci tu ok? Anche se arriva dopo Natale a me va benissimo, ma non metterci troppo, perchè mi sento davvero stanco.


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