Pillola del 62° giorno – Il punto più lontano

Il punto più lontano dalla felicità è come la faccia oscura della Luna, dove il sole non si vede. Quando sei triste, è più o meno li che ti trovi, spesso da solo. Oggi lo sono, come il 70% del mondo, probabilmente senza una vera ragione oppure molto colpevole, spaventato, confuso…tre cose che ti fanno sentire incazzato con la vita. Sono bravissimo a lamentarmi con stile delle cose che non vanno, dell’amore che non torna, dell’incertezza in cui navigo. Mi lamento con stile perché dai problemi non so uscire altrettanto bene, come una mosca che sbatte sul vetro. Da fuori cazzo, mi sembrano troppo stupide e forse è così che appaio agli altri ma non mi importa, non più. Dentro sento che tutto è difficile e complicato, che una parte dell’equazione non la conosca e nessuno ha intenzione di dirmela..Dentro non trovo giusto che torni a casa a piedi, sgrovigliando degli auricolari con in mente solo lampi di scarsa serenità e non mi sembra un bene che scatti foto con rabbia e senza piacere, facendo il compitino come se non ne importasse più nulla. Dentro non so cosa fare e che direzione prendere mentre fuori non so a chi chiedere. Anche quelle voce, che ogni tanto incitava, che mi svegliava dal torpore…quella che mi serviva per dire “domani è un altro giorno, si ricomincia” ecco, non la sento da un po’…


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