Pillola del 103° giorno – E se…

Dentro una saletta d’aspetto e sono le 17.17. Che ci crediate o no, è l’orario che mi capita più spesso di leggere e non so se sia un buon segno a dirla tutta.

“Bzzzzzz” insieme a un “frrrrrr” in un unica melodia caratteristica del caro vecchio condizionatore che lavora ad alto ritmo in un altro palazzone dalle forme strane senza motivo. Un rumore che, lo ammetto candidamente, mi piace, soprattutto in queste salette in cui ci sono io e sei sedili di cui uno storto. Mi fa sentire meno solo, soprattutto quando sei appena uscito da un formicaio gigante con la scritta supermercato fuori, pieno di gente, barbe, pantaloncini, mercanzia, scale mobili.

E panini.

Un’ora prima, “Un Crispy McBacon”, dico

La cassiera, carina ma con qualcosa che non mi convince, mi risponde
“Un Big Mac invece al posto del Crispy?”

Ma che cos’è…un’asta? Entro in un concessionario per chiedere una coupé e mi vendono una monovolume? Oppure sai qualcosa che io non so? Che forse nel Crispy ci sputano dentro di più, o che il bacon lo fanno da un animale che inizia sempre per “M” ma che finisce in “antide religiosa”?

“Aspetto il Crispy grazie”, detto talmente glaciale che mancava solo facessi “Bzzzzzz” e “Frrrrrrr” pure io, per sembrare un condizionatore barbuto.

Mi accomodo spazientito di fianco ad una giovane attillata in bianco che mostra scapole e spalle secche come uno scheletro in un aula di anatomia. La mia cassiera intanto, convince due giovani anime perdute a fidarsi di lei e a dirle cosa vogliono ordinare.

Individuo maschio, capelli che non hanno mai conosciuto un pettine, maglietta blu con sopra un disegno stinto, pantaloncini kaki. Abbraccia la sua compagna, che ha lo sguardo di una che ha appena scoperto la tomba di Tutankhamon anche se l’unica cosa vagamente egizia nei paraggi è la forma del McFlurry e l’età dell’olio di frittura.

Si approccia al bancone timoroso e chiede “Cioè, ma tipo devo prendere per forza il menu?”

(Ci sono i prezzi dei panini singoli e li stai guardando, e non c’è nessun gorilla bodyguard con in mano una pistola che ti possa costringere a fare qualcosa… )

Siamo tutti un po’perplessi.

“No perché…spiegami come funziona con quel panino…”

(Lo mangi? Sai, il tipico gesto di alimentarti? Per le spiegazioni su come aprire le scatole facciamo un corso serale comunque, si chiama “Uso del pollice opponibile” )

“Cosa mi consigli?”

(Di iniziare da qualcosa di più semplice, tipo prendere il numero in macelleria ma senza ordinare. Dopo il primo mese, puoi passare a comprare un chilo di arance al mercato. Vedrai che un giorno, se ti applichi, potrai pagare un bollettino in posta)

La mia cassiera carina anche se strana, il classico tipo che ha qualcosa che non torna e non capisci se è la voce, o il sorriso, o la interpretazione della regola aurea data dai suoi genitori durante il concepimento, bhe, è tipo turbata e intanto di Crispy eccone tre sugli scivoli. Ma lei non si muove, rimane lì a cercare di capire la coppia new generation. Il ragazzo è tipo accasciato come un morto sul bancone mentre cerca di decifrare i geroglifici nella lista dei panini. La ragazza aggiunge confusione blaterando roba pagana.

Forse con la mente mi sente esclamare “Cristo il mio Crispy” perché la cassiera fa uno scatto, sguardo perso nel vuoto. Prende il panino e si gira verso di me, viso contro viso. La coppia sta ancora parlando e discutendo, chissà, magari si chiedono la differenza tra bovini e polli. Guardo negli occhi la cassiera (forse sono quelli che non mi convincono?) e pure lei mi guarda, in maniera strana, come se avessi qualcosa che non la convince, forse gli occhi, forse la voce, forse la bocca ma ecco che finalmente, dopo qualche secondo, mi dà il mio Crispy.

Con la mente, torno un’ora avanti, di nuovo nella stanzetta, senza nessuno che non mi convince e con un Crispy in incubazione, nello stomaco che aspetto e aspetto…

“Bzzzzzzz”
“Frrrrrrrrr”

Sarei in questa stanza se avessi preso un Big Mac?

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