Pillola del 116° giorno – “Outside”

Non ricordo che nome abbia l’indice del piede. Mi sembrava di saperlo, me lo ha detto qualcuno, da qualche parte. Ce l’ho sotto l’occhio, testa bassa mentre tengo una mano appoggiata sulle piastrelle bianche, acqua scrosciante sul cervello e pensieri. La doccia sulla testa mi piace anche se mi sento strano. Anzi no, mi sento incazzato.

Navigo in una specie di periodo oscuro che a volte vedo meno nero, a volte di più. Un po’come la mia mano sulle piastrelle bianche.

“Oggi è molto abbronzata”

Mi chiamo Emanuele, ho quasi trent’anni e sono incazzato e molto abbronzato. Devo ancora perdere qualche chilo ma sono muscoloso, sono pelato, ho la barba, sembro un tipaccio, sono solo, non so comportarmi, mi lamento, non so come si chiama il dito indice del piede, mi sfogo su quelli che mi vogliono bene, non uso profumi, sono complicato, non so fare un granché.

“Ti vedo da fuori, sbagli” mi dice un mio caro amico al telefono. Mi ha chiamato perché oggi mi ha chiesto quanto nero era il nero e io gliel’ho spiegato.

“Nero nero, anche sui bordi”

Di solito sui bordi c’era l’alone.

Mi dice che io sbaglio, non è che sono sbagliato, sbaglio, Emanuele, trent’anni, incazzato e sbaglio, non sono sbagliato.

“Devi cambiare, cambiare come ti approcci al mondo perché fidati, da dentro è diverso è da fuori che si vede e io lo vedo. Te la ricordi quella volta? “

Me la ricordavo quella volta. Da dentro era diverso.

Mi fa arrabbiare. Ancora.

Prima della doccia, ero vicino a delle sbarre in un parco e tutto mi faceva male, non potevo continuare. Schiena, spalla, braccio, ginocchio, cuore. Ho iniziato a prendere a pugni i sostegni di legno delle sbarre, ‘tum-tum’

“…è da fuori che si vede…”

‘TUM-TUM’

Mi sono un po’ rovinato le nocche sul legno, tirando quei pugni. Ora, oltre ad essere Emanuele, trent’anni, incazzato, ho anche le nocche che fanno male. Quando torno e mi lavo, sapone liquido bianco docciaschiuma, mano abbronzata nera sulle piastrelle e le nocche bianche, mi brucia tutto.

“…e si vede da fuori…”

Magari è dagli occhi o dalla bocca, o dalle nocche sbucciate che si vede come sono, chi sono io…Emanuele…trent’anni… nocche sbucciate…molto abbronzato. Incazzato anche quando mi asciugo, con ancora qualche chilo di troppo, abbronzati anche quelli. Incazzato alle poste.Incazzato quando stritolo biscotti frollini dentro la tazza di latte. Incazzato mentre ordino una pizza. Incazzato quando scrivo i pezzi. Incazzato quando non faccio nulla, e sono sdraiato e non penso e non dovrei esserlo, incazzato.

Ora che mi asciugo, molto abbronzato, di fronte al mio specchio, con la ciccia, i muscoli, la pelata e la barba e gli occhi arrabbiati che mi guardano da dentro me lo chiedo, che aspetto abbia da fuori, chi sono io da fuori, cosa faccio io da fuori.

Che è da fuori che si vede…


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