Pillola del 122° giorno – Il solito

Passo dal Bar Fraoni che è da sempre il crocevia di ogni “Che si fa?”. Entro e chiedo “il solito” che se ci pensate bene, è una cosa che tutti vogliono fare almeno una volta nella vita.

“Suonala ancora Sam…” mi viene da dire.

Schweppes, ghiaccio, limone. Non so da dove mi sia uscita, non ricordo di aver mai bevuto roba simile prima di un mese fa, altro bar, in un posto senza mare attorno, tavolino fuori, cameriera carina “Schweppes”
“Ghiaccio e limone?”
“Si, e mettici una cannuccia gialla”

Che ne so che qualcosa non sia cambiato di colpo quel giorno. Sono diventato vecchio forse, in quel momento, o diverso da prima, che le cose cambiano. Sentimenti che si trasformano, persone diventate irriconoscibili, posti che te li ricordavi completamente diversi. Quindi anch’io mi sento in diritto di cambiare qualcosa, che domani mattina parto e fra due domani “il solito” lavoro, “le solite”persone, routine e ritmi, scalette di marcia strette, un tempo di vita basato sui secondi, sull’essere utile e “se poi avanza tempo allora forse…”

Mha…22.36 e sto sputando sangue in un lavandino. Il mio nuovissimo spazzolino White Fresh bianco e verde a durezza media mi sta massacrando le gengive come un hooligan. Però pulisce meglio, è nuovo, con setole che fanno magie.

Cambiare le cose è dura, da perderci i denti per le musate, da sputare sangue. Ma so cosa voglio, forse da quando ho ordinato una Schweppes in un bar del Nord, non so. Provare ad ottenere quello che voglio, magari solo per collezionare un altro insuccesso alla fine ma non importa.

Il “solito” non mi basta più.


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