Pillola del 151° giorno – Senior

C’è un nuovo membro del team a lavoro, in prova. Ricorda vagamente Nosferatu.
Me lo sono ritrovato vicino di postazione stamattina, quando mi sono presentato con due ore di sonno addosso, auricolari nelle orecchie, tosse, bestemmie e insulti per tutti al posto del tradizionale “Buongiorno stronzi”.

Lo trovo gracilino. Ha cinquant’anni e dovrebbe essere il nuovo capoccia del settore tecnico, un ruolo decisamente infame qua da noi, perchè devi avere a che fare con il capo supremo, una specie di genio completamente pazzo plasmato nel caos. Appena si alza in piedi parte il mio scanner automatico per i personaggi. E’ alto, dinoccolato, magrissimo e con l’attacco delle gambe decisamente troppo sopra la media. Faccia dura e affilata, piena di spigoli e cavità, capelli radi e spettinati, niente fede al dito. I pantaloni gli svolazzano un po’ anche perchè di vita e di gambe è strettissimo e la cintura fa quattro giri per stringere i jeans a quel manico di scopa…sembra un pallone aerostatico al contrario. E le spalle…larghe meno di un manubrio da BMX per bambini. Indossa una felpa insolitamente piccola e che con quei pantaloni maldimensionati lo fanno sembrare un livello di tetris che sta finendo male. Io me lo immagino da subito con addosso una salopette in jeans con i bretelloni che stanno quasi sospesi sulle scapole e delle scarpe enormi, non so perchè.

Ultimamente faccio troppo il figo per presentarmi alla gente per primo quindi, dopo l’analisi e l’archiviazione, mi siedo, dico due cazzate a Teo e mi isolo dal resto dell’officina ignorando gli altri animali, che non ho voglia di parlare con nessuno oggi e tantomeno enunciare il mio nobile nome ad uno sconosciuto. E’ la mia capa a farlo, tre ore dopo essermi seduto e che mi presenta come il ‘grafico-designer che va e viene quando gli pare’. Calza a pennello. Gli stringo la mano, sorrido, dico anche “buon pomeriggio” e ammetto con me stesso di essere davvero uno stronzo quando mi ci metto.

Nelle ore successive nell’angolo tecnico regna il silenzio…di tomba, di cripta, vampiresco e nosferatico…il che è una novità per un posto in cui non mancano insulti, barzellette, gossip e battutacce a sfondo sessuale ogni dodici secondi. Non so…pare evidente a tutti che regni diffidenza e freddezza tra di noi anche perchè ad ogni tentativo di instaurare comunicazione si viene subito stoppati nell’entusiasmo con movimenti di testa appena accennati e risposte a -13 dB.

Non ci siamo abituati…siamo troppo simpatici per essere ignorati…e anche modesti. Io e Teo ci ritroviamo spiazzati.

Vedete…il precedente ‘Senior Designer’, un pancione di quarant’anni che un bel giorno ha tentato di fotterci tutti i segreti industriali, dopo tre minuti di conoscenza si era subito lanciato in racconti hard delle sue gesta da Casanova lombardo con una trippona di 110 chili raccattata in un pub e regolata sul cassone del suo pick up. Ogni giorno c’erano aneddoti sul suo passato da puttaniere incallito, sulla moglie dalle tette giganti, sulle donne degli altri raccattate la sera nei centri commerciali, sul figlio di dieci anni per cui lui non aveva nessuna considerazione ma che gli dava spudoratamente dell’oritteropo in faccia, uno degli animali più brutti della storia che se uno crede nella bontà di Dio dopo averlo visto ci ripensa.

Questo niente…lavora, lavora, tossisce, lavora, va in bagno 32 secondi ogni 10 ore, non beve caffè, non dice battute, non parla, lavora lavora. Di certo, ha un paio di caratteristiche che il mio capo predilige perchè, come dice Teo, lui i dipendenti li vorrebbe orfani e soli cosi che non abbiano nessuno da cui andare la sera o a cui vogliano bene. Li vuole antipatici, cosi che non abbiano amici, anoressici cosi che possano anche saltare la pausa pranzo ogni tanto e brutti, cosi che nessuna donna li cerchi. Se si accontentassero anche di vivere con uno stipendio da fame sarebbero perfetti. Ecco, questo di certo non è l’individuo più socievole di questa terra e le occhiate annoiate di Teo sono una risposta più che evidente, non sarà mai un compagnuccio di giochi.

Io però devo ammettere che mi sta quasi simpatico e non so perchè. Credo mi faccia tenerezza con quella vocina gentile e dimessa quasi sussurrante, troppo da pesce fuor d’acqua.

Vedete…questa ditta bisogna saperla prendere, soprattutto se devi comandare un po’ o se non vuoi soccombere. E’ una ditta per chi ha personalità e un alto grado di sopportazione alla pazzia. Qua regna il caos supremo, ci si insulta, si manda al diavolo il prossimo, si fanno battute sconce, si sentono le frasi più raccapriccianti mai create dall’animo oscuro dell’umanità, si fanno miracoli tecnici, si fanno disastri da recuperare all’ultimo secondo e più sei pazzo più stai in alto nella piramide e il ‘faraone’ è il più fulminato di tutti. Ecco, è una specie di casa di cura dove i pazienti fanno lavori socialmente inutili e in tutto questo…bhe, questo ingegnere mi sembra davvero troppo calmo e normale per fare il paziente insieme a noi però bho, non si sa mai…

Cioè, magari è il dottore.


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