Pillola del 184° giorno – Come Ken Malansky

Mi chiedo da dove nascano i cambiamenti di abitudine. Alla macchinetta oggi, premo sul solito Cappuccino al cioccolato, attendo i 3 minuti che ci mette a prepararlo che sembrano infiniti mentre mi guardo in giro alla ricerca del Faraone e il suo “ma cos’è…un comizio?” puntuale ogni volta che ci vede alla macchinetta. Piuttosto stai al tuo posto a cazzeggiare con il telefono ma non bere caffè, ecco la sua filosofia.

Nessuno in giro, sono ancora li che attendo, in fissa sul display verde.

“Lele…guarda che è pronto da mezz’ora…svegliati…”

Dito medio.

Brucia, ho sempre paura che mi si sciolga in mano. Bevo e mi fa schifo, eppure il sapore è sempre lo stesso…eppure da quando lavoro qua ho sempre preso sempre solo questo intruglio del cazzo eppure adesso mi chiedo come cavolo facesse a piacermi. Domani prenderó qualcos’altro, abitudini che cambiano…perché cosi all’improvviso? Ricordo quando da un giorno all’altro mi ritrovai ad amare polenta e fave e odiare trippa e lumache…vacci a capire qualcosa. Di quello schifo marrone e bianco nel bicchiere ne butto metà nel lavandino nero, sporco di nero grasso e neri residui di metallo e metà lo bevo ma ha il sapore di giornata no.

Forse è solo una giornata del cazzo, non c’entrano le abitudini.

Ho sonno, non sto bene, fuori sembra più buio, ho un pezzo di testa sgranocchiata da un dolore pulsante, ho la nausea, ho voglia di starmene a casa ma il cartellino presenze recita 19 ore in meno sto mese, mezza settimana in meno bruciata andando in giro a non concludere nulla, un sacco di soldi in meno a fine mese e sono costretto a risistemare il bilancio in qualche modo, buttando mezz’ora qua, tre ore là, in questi giorni prima di Novembre. Niente ‘casa’ nel pomeriggio, niente divano, non ho scampo e la Capa per una volta ha pure qualcosa da farmi fare. Mi ritrovo un video in repeat sullo schermo con sequenze che sembrano tutte uguali. Mi sembra uno di quei film dove il protagonista si sveglia ed è sempre lo stesso giorno.

Nonostante la nausea, in pausa infilo una sottiletta arrotolata in un pezzo di bologna, tutto dentro mezzo panino. Fornetto 5 minuti, sottiletta che cola, piatto per non sporcare, Studio Sport che nemmeno ascolto, infastidito dal resoconto della domenica appena passata, banana, biscotto, Moment e bicchiere d’acqua, lavoro di nuovo.

Video in repeat del cazzo. Non riesco a lavorarci. Apatia, mi sento come dopo una rissa. Non so se ce la farò ad andare ad allenarmi…e il tempo scorre veloce…potrei rimanere un’oretta in più…poi tornare a casa…sdraiarmi invece di uscire. Guardo l’orologio e sono già le 17…non è che ho anche dormito sul posto di lavoro?

Esco nel buio più completo e sento pure freddo…erano 11 mesi che non sentivo freddo. Quando torno a casa trovo mia sorella davanti alla TV, guarda Perry Mason. Voi l’avete mai visto Perry Mason?

Ve lo ricordate Ken Malansky?

Era il detective che andava sempre in giro da tutte le parti ad indagare. Aveva la caratteristica di stare sul cazzo a tutti quelli a cui parlava che puntualmente lo menavano, gli demolivano la macchina, lo pigliavano per il culo. Non so come lui si trascinava fino alla fine, arrivava in aula distrutto con la prova definitiva. Quel ciccione di Perry quindi, mandava in galera lo stronzo del giorno.

Sono a pezzi ma credo uscirò comunque, nonostante ‘le botte’.

Oggi è il mio giorno da Ken Malansky.


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