Dic 30 2013

Al nuovo anno

Al nuovo anno ho tanto cose da chiedere, alcune sono capricci dell’ultima ora, altre sono accumulate nel corso degli anni, richieste mai accontentate.

Per prima cosa gli chiedo di far finta che l’ultima settimana del 2013 non sia esistita, per lo meno in termini di calorie.
Per secondo gli chiedo di farmi stare sereno il tanto che basta a non fare casini in questo periodo che non riesco nemmeno a descrivere tanto è stato intenso e forte e assurdo e irrazionale e fantastico e di merda. Un big bang dove la materia poteva diventare una cosa straordinaria come l’universo e invece non è diventata niente. C’è da passare qualche mese arrancando e ho bisogno di una mano, che questo inizio anno mi ricordi che sono incredibile e non mi faccia sentire mai in difetto. Che mi faccia stare nel giusto perché solo nel giusto posso sentirmi veramente libero. Continua a leggere


Dic 24 2013

Buon Natale

Le luminarie sempre più scadenti e rade, i supermercati coi panettoni in offerta, i centri commerciali con le orde di zombie per i regali, il caos dell’ultimo giorno e dell’ultimo minuto, i film di Natale: quelli che tornano ogni anno e quelli prodotti di recente; gli incontri per gli scambi, gli amici che non vedevi dal Natale scorso, i baci sulle guance, alcuni sorrisi di cortesia, i bigliettini con gli auguri, la tombola, la messa di mezzanotte, la neve che non c’è più, trovare il regalo giusto, il presepe e l’albero, la crisi dei ristoranti, i disoccupati che il regalo non riescono a farlo, gli sfiduciati, quelli che vogliono restare soli perché sopraffatti dalla vita e pensano a come superare l’anno che verrà.
Per ognuno il Natale significa qualcosa di diverso, per qualcuno anche fastidio, e in mezzo a tutto questo è facile scordarsi che alla fine si tratta solo di condividere un giorno di gioia.
Una tavola, le persone della tua vita, un pezzo di panettone, noci e vino rosso, un mazzo di carte e tanta voglia di stare insieme.


Dic 16 2013

Autori e personaggi

Ci sono le storie scritte e quelle che si vivono. Per uno che le scrive deve essere difficile accettare di non poterle vivere nella stessa maniera in cui le avrebbe scritte.
Sarebbe bello poter aggiustare ogni pagina della propria vita fino a quando non diventa come la volevamo. Cambiare ogni frase, ogni parola, ogni virgola fino a quando quel discorso non diventa perfetto, fino a quando non c’è niente di più e niente di meno di quello che serve. Un discorso chiaro, lineare, inaffondabile, duro quanto serve, fermo nelle idee ma mai sgraziato, mai sbraitato, mai urlato. Un discorso che non ha bisogno di essere gridato perché è forte della propria forza.

Oggi vorrei essere autore della mia vita, invece che protagonista. Vorrei poter rimaneggiare gran parte del materiale di questi ultimi anni e raddrizzarlo, capitolo per capitolo fino ad arrivare al finale che avevo sempre immaginato.

Cestinatemi, sono la brutta copia.


Dic 8 2013

Elogio allo scandalo

Cos’è che rende la vita tale? Il fatto che sia unica, direte, ma se fosse identica dall’inizio alla fine sarebbe la stessa cosa? Se ogni giorno ci svegliassimo sapendo già cosa fare, cosa dire, chi vedere, quali sentimenti provare, se potessimo controllare ogni scelta, ogni occasione, ogni volere, e provare quello che vogliamo e scegliere quando essere buoni, o cattivi, o ignavi e sia quel che sia, sarebbe la stessa cosa? Se tenessimo in mano le redini della nostra vita vivremmo una vita migliore? E se potessimo comandarla a bacchetta saremmo più felici?

Io dico di no.  Continua a leggere


Dic 5 2013

Verità del creativo

Se fossi un codardo, uno che nasconde la verità e si veste strato su strato di maschere direi missione compiuta, ecco un altro che c’è cascato, altra bella figura fatta, ci scappa pure una dozzina di nuovi proseliti tra le tue amicizie, magari pure qualche figa…ma non sono cosi, non più, non sempre…non oggi.

La mia vita è un bluff. Le giornate non iniziano, non finiscono…farcisco ogni momento di roba da fare, uscite, trasferte in macchina, allenamenti, finché morte non mi separi, cercando di riempire i vuoti come la classica storiella del professore che mostra agli studenti un vaso con i sassi, che poi riempie con ghiaia e così via. Cerco cose nuove da fare, mi stanco di quelle vecchie con facilità…sembrano insapori. Perenne ossessione per l’amore perfetto anche se poi non so nemmeno definirlo, l’amore e sto lontano da casa per evitare il piu possibile i momenti con me stesso che non mi sto molto simpatico, mi trovo vittimista, ossessioni alla Dorian Gray, ansia cronica, insicurezze.

Quando esco mi diverto sul serio, non sono uno di quelli che fanno foto con sorrisi da 128 denti ma hanno bisogno di una distilleria e un carico di Mh per riuscire a stare lontani da se stessi…io l’altro lo lascio legato nel portabagagli della macchina ma poi, quando sono a letto, cosa mi rimane davvero? Uscire e fare, fare e uscire, senza trovare quello che vuoi o quello che ti serve…chissà se poi è la stessa cosa, non ci dormo la notte, ne discuto con le anime delle due del mattino virtuali che vivono con le luci fredde di un monitor acceso, che loro invece, non ci dormono di giorno su queste domande.

Nei momenti di tregua, dormiveglia, rilassamento muscolare…scrivo, se si può davvero definire scrittura. Scrivo tanto, niente di articolato, non mi ci sono messo ma è vero, scrivo tanto. Perché lo faccio? Lo scrittore in Stalker diceva qualcosa del tipo “scrivo per dimostrare a me e agli altri di valere davvero qualcosa”

Credo abbia ragione…è una caccia al like, all’approvazione, allo “scrivi da Dio cazzo”, per riuscire a dimostrare che meriti la chance, non sei solo quello simpatico, il buffone da compagnia…c’è il talento, ci credi…e quando lo riconoscono tu gongoli, speri pure nella groupie da scopata, vuoi gli applausi, è cibo per l’autostima.

No…non lo faccio per me, per sfogarmi, sentirmi meglio…non credo. Io dico che puzza di complesso di accettazione, carenze affettive e di autostima, complessi e squilibri mentali.

E si sa, la puzza non mente mai.


Dic 5 2013

Gelosia del creativo

I miei oroscopi dicono che sono creativo, anche secondo il mio nome sono creativo, per non parlare delle donne per cui pure sono un creatino.
Pare che sono creativo ma sono mesi e mesi che non creo niente. Creare poi… pasticciare con le dita via, diciamo che sono mesi che non mi ci metto. Trovo tantissimi modi poco creativi e niente affatto utili per perdere tempo.
E invece il mio amico qua, quello col farmaco diverso scrive come un dannato, un ossesso, uno che non ha niente di meglio da fare e che pare sia stato masticato e risputato da Bukowski in persona.
E io un po’ geloso lo sono, non sono mai stato uno che voleva essere il primo della classe, ma mi piaceva anche non essere l’ultimo, e invece qua sono l’ultimo degli ultimissimi, e non sarò mai primo, in questa parabola.
E allora dovrei prendere il mio compare e dirgli: “Senti, ma tu com’è che hai così tanto da scrivere? Com’è che hai così tanto da dire? Com’è che vivi così tanto e io invece sono una pallina da ping pong che fa lavoro casa lavoro casa lavoro casa lavoro casa?” Sabato e domenica contano come la pallina che cade dal tavolo. Ecco vedete? Se mi ci metto qualche cosa di creativo lo scrivo pure io.
E allora gli dovrei dire: “Senti, portami con te, fammi fare quello che fai tu. Fammi frequentare la gente che frequenti tu. Se mi devo scartavetrare le ginocchia con gli allenamenti, se devo bere il rhum più scadente, se mi devo calare le peggio robe io ci sto. Ma ne ho abbastanza di fare la pallina da ping pong.”

E a questo punto chissà cosa risponderebbe lui…


Dic 4 2013

I sogni

Che sogni di mangiare il Kebab e ti svegli 5 minuti dopo col mal di stomaco e ti viene da dire che bisogna stare attenti a quello che si sogna.


Dic 2 2013

Lettera a Dio

Ehy Dio…sono Tosco…anche se è il soprannome che mi danno i miei amici e non so se te ci chiami in altri modi, se c’è un divino nome per ognuno di noi, se i tuoi nomi hanno lettere o numeri, se per te numeri e lettere hanno davvero significato poi…chissà cosa usi…forse suoni o odori o radiazioni gamma dallo spazio profondo.

A proposito…con Babbo Natale il problema dell’indirizzo l’hanno risolto, la sede legale sta da qualche parte su al Polo Nord mentre di te bho, mica si capisce, non c’è un posto dove mandare letterine a Gesù, ne francobolli spaziali certificati ESA, l’agenzia spaziale europea. Posso solo ipotizzare che tu stia tipo vicino alla Nube di Oort, spiaggia bianca, mare cristallino ma invece del cielo azzurro lo spazio profondo e miliardi di stelle che illuminano a giorno, nebulose dai mille colori, galassie a perdita d’occhio.

Bella vita te…si.

Ora…di domande te ne vorrei fare tante e in realtà te ne ho fatte molte in questi anni anche se di risposte non me ne hai mai data una. Ogni due per tre ti chiedo cosa ho di sbagliato, di indicarmi la via, di cercare con me l’ago della bilancia che regola la mia vita, perso nel pagliaio del mio cervello confuso ma non sento nulla…non una voce o un sospiro…non una luce anomala che illumina il muro di notte quando non prendo sonno dall’ansia…forse perché da piccolo mi hai anche portato via l’udito dall’orecchio sinistro e la vista peggiora anno dopo anno.

Colpo gobbo.

Lo accetto, a taluni è andata peggio…piogge di fuoco, alluvioni, pestilenze e carestie…dicono che ce lo siamo meritato anche se te lo dico, senza che ti arrabbi, te la sei presa un po’ troppo e non sta mica bene fare cosi tanto l’offeso, stile “non gioco più con voi…cazzi vostri”. C’è gente che è nata da poco che non ha grosse responsabilità ma si ritrova armi puntate alla testa, malattie da destino creativo, genitori pazzi e violenti o culle sanguinolente a forma di cassonetto con sacchetti di spazzature per cuscini. L’acqua ci salva dalla sete e ci annega ad ogni monsone, l’amore è diventata una scommessa ad alto rischio spesso basata sull’egoismo e sugli zeri di un conto in banca, godersi il cielo stellato è reso impossibile dalle città che non dormono mai, immerse in fumi bianchi e alcool a cascata dalle grondaie, si parla con piombo e fuoco, la natura ci odia, la tecnologia ci odia. Le persone si odiano.

Se sapessi il tuo indirizzo ti manderei una cartolina da questa sfera blu…ci metterei un collage di miliardi di foto prese dai TG e dalle sofferenze di ognuno, francobollo da 1.000.000 di dollari con sonda Voyager dorata su sfondo blu cobalto, con in primo piano quel messaggio per l’universo, l’uomo vitruviano inciso sulla superficie simbolo dell’armonia umana. Ti scriverei un invito a fare un salto di nuovo dalle nostre parti, un giretto in questo orticello disastrato dalla grandine, giusto per dimostrarci che la storiella del buono e misericordioso è vera sul serio.

“In verità in verità vi dico”

Te lo dico perché mentre sei li che sorseggi cocktail a base di quasar e plasma ionizzato con ghiaccio, agitato e non mescolato, i tuoi adepti continuano a dirci che ci hai creati a tua immagine e somiglianza ma io attorno vedo quasi sempre solo degli stronzi. E se la matematica l’hai creata te, per aiutarci a tenere in piedi case e ponti anche se poi basta una crepa nel terriccio per trasformare il mondo in un Jenga, ecco…

…tra un sorso e l’altro…

…fai due più due.