Gelosia del creativo

I miei oroscopi dicono che sono creativo, anche secondo il mio nome sono creativo, per non parlare delle donne per cui pure sono un creatino.
Pare che sono creativo ma sono mesi e mesi che non creo niente. Creare poi… pasticciare con le dita via, diciamo che sono mesi che non mi ci metto. Trovo tantissimi modi poco creativi e niente affatto utili per perdere tempo.
E invece il mio amico qua, quello col farmaco diverso scrive come un dannato, un ossesso, uno che non ha niente di meglio da fare e che pare sia stato masticato e risputato da Bukowski in persona.
E io un po’ geloso lo sono, non sono mai stato uno che voleva essere il primo della classe, ma mi piaceva anche non essere l’ultimo, e invece qua sono l’ultimo degli ultimissimi, e non sarò mai primo, in questa parabola.
E allora dovrei prendere il mio compare e dirgli: “Senti, ma tu com’è che hai così tanto da scrivere? Com’è che hai così tanto da dire? Com’è che vivi così tanto e io invece sono una pallina da ping pong che fa lavoro casa lavoro casa lavoro casa lavoro casa?” Sabato e domenica contano come la pallina che cade dal tavolo. Ecco vedete? Se mi ci metto qualche cosa di creativo lo scrivo pure io.
E allora gli dovrei dire: “Senti, portami con te, fammi fare quello che fai tu. Fammi frequentare la gente che frequenti tu. Se mi devo scartavetrare le ginocchia con gli allenamenti, se devo bere il rhum più scadente, se mi devo calare le peggio robe io ci sto. Ma ne ho abbastanza di fare la pallina da ping pong.”

E a questo punto chissà cosa risponderebbe lui…


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