Verità del creativo

Se fossi un codardo, uno che nasconde la verità e si veste strato su strato di maschere direi missione compiuta, ecco un altro che c’è cascato, altra bella figura fatta, ci scappa pure una dozzina di nuovi proseliti tra le tue amicizie, magari pure qualche figa…ma non sono cosi, non più, non sempre…non oggi.

La mia vita è un bluff. Le giornate non iniziano, non finiscono…farcisco ogni momento di roba da fare, uscite, trasferte in macchina, allenamenti, finché morte non mi separi, cercando di riempire i vuoti come la classica storiella del professore che mostra agli studenti un vaso con i sassi, che poi riempie con ghiaia e così via. Cerco cose nuove da fare, mi stanco di quelle vecchie con facilità…sembrano insapori. Perenne ossessione per l’amore perfetto anche se poi non so nemmeno definirlo, l’amore e sto lontano da casa per evitare il piu possibile i momenti con me stesso che non mi sto molto simpatico, mi trovo vittimista, ossessioni alla Dorian Gray, ansia cronica, insicurezze.

Quando esco mi diverto sul serio, non sono uno di quelli che fanno foto con sorrisi da 128 denti ma hanno bisogno di una distilleria e un carico di Mh per riuscire a stare lontani da se stessi…io l’altro lo lascio legato nel portabagagli della macchina ma poi, quando sono a letto, cosa mi rimane davvero? Uscire e fare, fare e uscire, senza trovare quello che vuoi o quello che ti serve…chissà se poi è la stessa cosa, non ci dormo la notte, ne discuto con le anime delle due del mattino virtuali che vivono con le luci fredde di un monitor acceso, che loro invece, non ci dormono di giorno su queste domande.

Nei momenti di tregua, dormiveglia, rilassamento muscolare…scrivo, se si può davvero definire scrittura. Scrivo tanto, niente di articolato, non mi ci sono messo ma è vero, scrivo tanto. Perché lo faccio? Lo scrittore in Stalker diceva qualcosa del tipo “scrivo per dimostrare a me e agli altri di valere davvero qualcosa”

Credo abbia ragione…è una caccia al like, all’approvazione, allo “scrivi da Dio cazzo”, per riuscire a dimostrare che meriti la chance, non sei solo quello simpatico, il buffone da compagnia…c’è il talento, ci credi…e quando lo riconoscono tu gongoli, speri pure nella groupie da scopata, vuoi gli applausi, è cibo per l’autostima.

No…non lo faccio per me, per sfogarmi, sentirmi meglio…non credo. Io dico che puzza di complesso di accettazione, carenze affettive e di autostima, complessi e squilibri mentali.

E si sa, la puzza non mente mai.


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