Divagazioni sull’8 marzo

Eccoci di nuovo, l’anno scorso di questi periodi mi trovavo più o meno nella stessa situazione. Più o meno, non so se più vicino o più lontano…comunque sia, ancora a scrivere sull’otto marzo, ma in realtà non volevo scrivere sull’otto marzo. E’ che oggi si scoprono tutti galantuomini, tutti per la parità dei diritti, Facebook sembra un vivaio, auguri e fidanzati melensi. Sarò sincero: l’atmosfera che c’è in giro un po’ mi contagia.
Però se penso alla festa della donna non penso alla lotta per i diritti, all’augurio per le pari opportunità, allo stop alle violenze e cose così. Penso a una cosa bella e all’amore per essa.

In fondo se la donna è stata sempre tenuta sotto controllo è proprio perché è capace di far perdere il controllo. Il mondo gira intorno a loro, e il problema è che non stanno mai ferme. E’ per questo che è stata tenuta nell’ignoranza, nel silenzio, ossequiosa, educata a mantenere lo sguardo a terra. Una donna libera è un centro di gravità che manda in collisione tutto quello che le gira intorno.

Come dicevo, se penso alle donne non penso ai loro diritti, forse perché non gliene ho mai negati, penso all’amore, e siccome tra tante cose oggi su Facebook ho trovato anche questo brano di cui non sono nemmeno andato a cercare la fonte, colgo l’occasione per rigirarvelo, anche se di solito non lo facciamo mai.

Penso che le persone migliori, quelle per cui ne vale sempre la pena, siano quelle che purtroppo si perdono dietro ad amori impossibili, che impazziscono per qualcuno che non le amerà mai, che ad essere felici ci hanno provato una volta o due e poi hanno smesso, perché tanto la felicità non è roba per loro.
Le persone migliori sono quelle che vanno convinte, sono quelle che al primo “ti amo” non credono mai, sono quelle che lo sanno che innamorarsi non è da tutti e per un’ora d’amore sacrificherebbero anni di vita.
Le persone migliori non si lasciano impressionare dai complimenti, dal sesso, dai grandi gesti.
Le persone migliori si innamorano per motivi assurdi, ‘ché a raccontarli gli viene da sorridere.
Penso che le persone migliori soffrano tanto per essere quello che sono.


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