Giu 22 2014

Roma

Periodo oltre. Troppo lavoro, troppo stress, troppi impegni, troppi pensieri, in questo momento anche troppi acciacchi. Parlo con il verso che fanno le mummie nei film di Hollywood.

Forse anche troppa musica (che per quanto mi piace mi era venuto da scriverla con la emme maiuscola), non ho capito se questo attacco fulminante di raucedine mi è venuto l’altro giorno al concerto o ieri mentre guidavo con il climatizzatore a palla.

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Giu 21 2014

Il mondo prima

Certi giorni riservano sorprese di punto in bianco, che poi fossero annunciate non sarebbero sorprese…
Succede che vai a lavoro parcheggi la macchina nei soliti dintorni e ti accorgi di un manifesto che non sai da quando stava lì ma lo hai visto solo in quel momento. I tre allegri ragazzi morti, 20 giugno. Cavolo il 20 giugno è passato, ah no, è oggi, ma gli amici mi aspettano per la partita nella direzione opposta. Questi cominciano alle 21.00, non si fa in tempo.
Poi in ufficio scopri che in realtà ci sono altri due gruppi prima di loro. Quasi quasi…

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Giu 19 2014

Le pieghe

Ci sono alcune cose che, nonostante gli sforzi per cambiarle, continuano a seguire la loro forma. Certe abitudini, certi riti, certi modi di pensare sono come il cavo USB del telefono, con la propria piega, i suoi grovigli, e ogni volta che lo prendi sta sempre allo stesso modo. Sono come il filo dei pantaloni o la piega della tovaglia, ripiegata tanto su quella linea che se anche ci si impegna non viene da piegarla in un altro modo. E così pure certi pensieri, certi umori: sono così familiari e rassicuranti, compagni di migliaia di giornate che non ce ne si può separare anche se la piega è sbagliata, anche se ce ne potrebbe essere una migliore. Ma quella è la nostra piega, e in fondo in fondo sappiamo che è l’unica giusta, perché è stata sempre lì, da quando ne abbiamo memoria. Non si può stirare, non si può correggere, sembra che abbia una volontà più forte della tua: puoi solo accettarla o rinnegarla.
Ma certe pieghe sono come quelle del brano del libro preferito, non importa per quanto tempo lo lascerete da parte, dietro a tutti gli altri libri, ogni volta che lo prenderete in mano, basterà prenderlo tra le mani, e poi aprirlo per scoprire che mostrerà sempre la stessa pagina, la vostra preferita.