250 miglia nautiche

Pensieri, centinaia di pensieri, un’immagine, fissa, lì, concreta, i sampietrini, i monumenti colossali, le piazze, i quartieri. Tutto concentrato lì, perché lì c’era tutto quello che desideravi. Lì, era lì da una vita, da quando te ne importava. Era lì, ma non era veramente lì. E hai guardato sempre dalla parte sbagliata, sempre, e hai pensato sempre nel modo sbagliato, sempre, e hai parlato sempre la lingua sbagliata, sempre, e hai sentito sempre con i sentimenti sbagliati, sempre, e hai ascoltato sempre con le orecchie sbagliate, sempre. Un capriccio, un gioco, uno sbaglio, uno scherzo del destino, e ti sei ritrovato in mare aperto con una bussola rotta a puntare verso una stella che non era lì, che era solo un bagliore, un miraggio.

E hai navigato, e navigato, e navigato, sotto ogni condizione climatica, col sole a picco che bruciava la pelle e seccava la gola, col temporale che spaccava il cielo e le onde che rovesciavano la barca. Hai navigato, lasciando tutto indietro, l’isola da cui sei partito, e tutte quelle in cui potevi attraccare ma non l’hai fatto, perché dovevi seguire quella stella, quella che non c’era, che non c’era stata mai, nemmeno quando hai messo la barca in mare.

Hai navigato, e navigato, e navigato, fino a quando quella stella si è spostata, era sempre stata lì, e invece d’un tratto era finita da un’altra parte, dove in realtà era sempre stata. Ancora un temporale, la barca che si rovescia, tu che risali, ti sdrai, guardi il cielo azzurro e limpido, cullato dalle onde, né sole né stelle nel firmamento. E ti lasci andare, portato dal vento…senza più nulla da seguire…


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