Romanzi

Forse qualcuno di voi sa che qualche anno fa ho scritto un romanzo. Ho tentato la via dei concorsi e dell’editoria ma finora non c’è stato verso. È uno di quei sogni che dopo un po’ molli, che nel frattempo che ci credi la tua via è andata avanti e sei un po’ cambiato e quello che prima era importante diventa meno importante e viceversa. Mi cito.

Il destino, quando ci si mette, sa essere fastidioso come poche cose al mondo, come la piega sotto il calzino durante il jogging, come il rumore del tergicristallo sul vetro senza acqua, come la scoperta fuori tempo utile di un rotolo di carta igienica terminato. Il destino sa essere crudele fino alla fine, oltre ogni immaginazione, oltre ogni accanimento. […] Al destino non importa quante volte te l’ha messa nel culo, il destino è come la statistica, non ha memoria. Il destino è di sicuro donna, e pure stronza per giunta.

E ora è già tempo di scrivere un nuovo romanzo, qualcosa di forte, qualcosa di trascinante, qualcosa di così vero da essere finto, o così finto da essere vero. Qualcosa che quando lo racconti, lascia il segno. E poi chissà, sarà un altro dei sogni da lasciare incompiuti, che forse il loro scopo non è nemmeno quello di essere realizzati, ma di farti andare avanti credendo in qualcosa, e rendendoti vivo.


Scrivi la tua reazione allergica