Gen 12 2015

Nebbia

La valle stamattina s’è svegliata nella nebbia
e anche libero da gioghi mi sentivo in una gabbia,
dove la disperazione si rifrangeva in rabbia
nel rimpiangere una vita scritta solo sulla sabbia.

Parole misere, cancellate dal moto eterno delle onde,
che avanzata su avanzata con la schiuma le confonde.
Resto il ramo rigettato senza frutti e senza fronde
resto terra attraversata dalle crepe più profonde.

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Gen 3 2015

In questo pezzo non c’è un filo di disperazione

00:04, bar in centro, rum e Schweppes in corpo, prima erano due drink separati…lucine sfarfallanti di Natale, farfalle nevrotiche nello stomaco non per la perdita…quella c’era già stata. La nausea continua ad accompagnarmi da questa mattina…ce l’avevo durante la chiamata…mi é rimasta da allora. C’è un limite che viene sempre raggiunto, quando i nodi vengono al pettine e capisci che stai solo perdendo tempo come se volessi mettere in ordine un pugno di sabbia, che stai lottando contro confusione, contraddizioni, spiegazioni senza senso e un grande sacco pieno di “te l’avevo detto” e “avevo ragione” e “dimmi questa cazzo di verità”.

Sono stufo e ho la nausea. La nausea di debolezze contro cui sbattere senza possibilità di vittoria. Stufo di metterci il cuore per poi fare il cretino di turno. Nausea dell’immaturità, dei segreti, delle parole non dette, della mancanza di personalità, del non avere il coraggio. Stufo del credere di poter raccogliere i cocci delle vite altrui e farci un vaso. Stufo e nauseato e non verserò nemmeno una lacrima per tutto questo, ho dato fin troppo alle cause perse…sono stufo e nauseato di essere invischiato nelle miserie dell’anima.

Charles scriveva “find what you love and let it kill you”…ci ho sempre creduto fermamente ma adesso non lo so…non lo so più Charles…non so se ho ancora voglia di cercare…scavare…fare fatica per non trovare nulla…non più. Che mi cerchino e mi trovino gli altri ora che tanto, comunque vada, sarà un successo.