Lug 8 2015

Lei – Parte II

Eccola, qua davanti a me, che si mordicchia la labbra come una scema, con i suoi occhi azzurri, i capelli neri lunghi e il viso d’angelo.
Eccola, vestita con un abito che mai avrei pensato qualcuna avrebbe mai indossato per una serata con me. Potrei descrivere quel tessuto leggero nella forma e nel colore, quella scollatura generosa tanto sul seno quanto ai lati delle maniche, potrei parlarvi dell’ampia cinta che le disegna una vita ancora più esile e dei fianchi più pronunciati. E quei tacchi, dio, io vado matto per i tacchi, e lei non so come, già lo sa.
“Cosa fai per cena?” mi aveva chiesto tre giorni fa.
“Stasera ho un impegno”, mentii. Passai la serata davanti a una triste insalata e col rimorso di aver buttato nel cesso un’occasione irripetibile.
È che lo so come vanno certe cose, lo so come vanno certe cose, se non le prendi per tempo. In una relazione bisogna tenere le redini. E non si tratta di essere egoisti, o maschilisti: per quanto mi riguarda si tratta di sopravvivenza. Quando mi innamoro, mi innamoro per davvero, e potrei fare qualsiasi cosa per il centro del mio mondo, e prima di essere scoperto meglio appurarsi di quanto lei o chi al suo posto, sia disposta a fare per me. Prima di buttarsi nel fuoco per qualcuno meglio che quel qualcuno dimostri di valere tale gesto.
E allora ho mentito, e allora ho detto che avevo da fare. Lasciate che le si insinui il dubbio che c’è già qualcuno, che si convinca del fatto che, sì è bella e fantastica, ma non sto mica ad aspettare lei. Che si abitui all’idea che non saranno sempre sì, per quanto io potrei morirci dalla voglia di dirle sempre sì. Che si renda conto che con la sua bellezza non è in grado di aprire qualsiasi porta, soddisfare ogni desiderio, e perdonare qualsiasi colpa. Che capisca che tutto quello che ci potrebbe essere se lo deve costruire.
E mentre mi ripetevo questi concetti per convincermi che avevo dato la risposta giusta mi rendevo conto di ragionare come un ragazzino. Magari voleva solo compagnia per una serata annoiata, oppure togliersi la curiosità di scoprire quanto c’era di vero nel ritratto che aveva fatto di me. Figurarsi se come me stava pensando mesi in là da un appuntamento che ancora si doveva realizzare. Già, figurarsi.
Continua a leggere