Animali dal palestra

Esistono due tipi di palestre: quelle che puzzano di sudore, e quello no.
Se hai la sfortuna di andare in una delle prime ti accorgi del problema già varcando la porta esterna, ben prima di arrivare in sala. Quell’odore ti accompagna dall’ingresso fino allo spogliatoio, dove l’odore cambia e si avvicina a quello di una doccia che non vedi ma sta da qualche parte, che non è quella di casa ma è pur sempre una doccia.
E quando arrivi in sala quell’odore che avevi sentito entrando non c’è più, o meglio, non lo senti più. Oramai ne fai parte, oramai anche tu sei pronto ad alimentare quell’odore tanto familiare quanto sgradito.

Esistono due tipi di palestra: quelle con le belle ragazze e quelle no, e se hai la sfortuna di beccare una delle seconde ti accorgi di quanto siano lunghi 15 minuti sul tapis roulant​.
Perché in palestra ci vai per rimetterti in forma, perché ti guardi e non ti sopporti più, oppure ci vai per tenerti in forma, come quelle ragazze dal fisico statuario che ti chiedi perché non investono il loro tempo in altro modo, visto che non c’è un centimetro di grasso, visto il culo sodo, e viste le tette strizzate nel top. Perché in palestra ci vai per la tua forma, ma se ci sono anche quelle delle ragazze tanto meglio.
Che di stare a guardare gli uomini mica hai tanta voglia, e in palestra più o meno ci trovi di tutto, dal tizio sovrappeso che suda pure con i gomiti, a quello col busto (e il cervello) di un gorilla, a quello così mingherlino che ti chiedi se davvero ha frequentato mai una palestra anche se lo vedi lì ogni giorno che vai.
Che guardare gli uomini non è tutto sto grande interesse, e parlarci è pure peggio. Se non è di calcio, è di fica. E io non ho nessun problema con la fica, ma c’è modo e modo. Che sì, in un discorso si può anche ridurre tutto a tette e culi, ma non sta bene. E sì, che se ti guardi dentro e togli quel manto di ipocrisia che usi per sentirti migliore sai benissimo che lo fai continuamente anche tu: ma c’è modo e modo. Al bagno ci andiamo tutti, ma ci andiamo da soli, è un momento che non condividiamo. Così come questi pensieri sarebbe meglio tenerli per sé. Lo scandalo è condividerli questi pensieri, non farli. Che a guardare il culo di una donna non c’è mica niente di male, anzi, l’offesa sarebbe lasciarlo sfilare inosservato. L’offesa sarebbe raggiungerlo e non girarsi a vedere la faccia di chi lo porta. Fissare un culo è una forma di venerazione. Lo contempli, te ne bei, ma non ti azzardi ad avvicinarti. Rimani a distanza per non rovinarlo, lo lasci lì, splendido, sotto l’altare dei fianchi. Maestoso e perfetto come il cerchio di Giotto, in bella mostra per i fedeli indegni, nell’attesa dei essere purificati e poter entrare in comunione. Amen.
Ecco, così si parla di un culo, non delle pecorine e delle pacche o chissà quale altra forma di svilimento, ma Cristo, siete uomini o quindicenni col cazzo sempre in tiro?
Quel cazzo che poi alcuni esibiscono come un Oscar negli spogliatoi, cazzi piccoli, cazzi barzotti, anche cazzi giganti, boia! cazzi rasati, cazzi inguardabili con la ricrescita: ma non vi vergognate ad andare in giro così? Che non è che uno ve lo vuole vedere per forza ma per l’amor del cielo copritelo. Ce l’abbiamo tutti, e se io cerco di non sbattervelo in faccio non è perché mi vergogno, se non lo faccio di fronte a una donna figuratevi se può capitare di fronte a dei mezzi finocchi, narcisisti, e con le tette più grosse di Pamela Anderson quando ce le aveva grosse (O ce le ha grosse di nuovo?).
Ma perché non posso andare nello spogliatoio delle donne? Mi troverei molto più a mio agio.
Che le donne in palestra son comunque donne, gli uomini invece in palestra diventano tutti pelati e con le braccia grosse, con la dialettica di un teenager, con la quale, nervi, riescono pure ad attaccare bottone, nonostante tu stai lì a vergognarti per loro, sentendo le stronzate che dicono.
La palestra, per molti, è come una partita a briscola: vince chi urla o sbatte più forte.
“Arghhhh”, “uaaaaaa”, “ehhhhhhhhhhhhhh”. Guardate che mi faccio il culo e mi spezzo pure io, ma non è che se ve lo faccio sapere provo qualche gratificazione in più.
Forse è meglio se mi iscrivo in biblioteca…


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