Amascord

Tornai ubriaco dalla serata più vuota della mia vita, quella passata a ciondolare in spiaggia reggendo in mano ora una birra ora il telefono, e tentando disperatamente di scacciare la noia, di trovare la gioia e di vomitare la soia della cena cinese.
Mi lasciai cadere su un lettino rimasto aperto sulla spiaggia, a pochi metri dalla battigia, con le onde che di tanto in tanto cercavano di ingoiarlo. Proprio come stava facendo la nostalgia con me, ricordandomi dei tempi passati, quando avevo tutto di fronte, quando ogni cosa era per me.

Guardai al cielo con la testa pesante, e le stelle non giravano per il moto fisico dell’universo ma per il moto del mio fisico avverso, riverso, con i piedi affondati, gli occhi sbarrati e quella sbornia che mette tutto in movimento, l’attenzione, i pensieri, la fantasia. Tutto tranne il mio corpo immerso in quel liquido, che riceveva una spinta dall’alto verso il basso pari al volume di vita spostata.
Mi assalì la nostalgia con tutti i ricordi di infanzia messi in fila come soldatini di piombo a fucili puntati. L’esecuzione era pronta e io ero il condannato.
La malinconia mi spiattellò in faccia i volti di una volta, mise ricordi, le muse, ricordi? Mise una corda intorno al mio collo: misericordia.

Il mio ultimo desiderio era suonare qualcosa coma facevo da ragazzo, ma avevo scordato la chitarra. Non è che l’avessi scordata da qualche parte, è che l’avevo scordata l’ultima volta che l’avevo suonata… che a pensarci significa proprio che l’avevo scordata da qualche parte. Mi rendo conto che non vi sto affatto aiutando: non l’avevo scordata nel senso che l’avevo persa da qualche parte, ma l’avevo scordata suonandola da qualche parte. E ad essere pignolo non è nemmeno vero che l’ho scordata suonando, quando l’ho lasciata era accordata, è stato il tempo a scordarla. Il tempo, si sa, fa scordare tutto. Comunque mi ricordai della chitarra scordata, la imbracciai e iniziai a suonare. Avevo dimenticato anche gli accordi, già scordati per conto loro. Tesi le corde, due miseri accordi: misericordia. La musica mi salva ogni volta.
L’esecuzione era pronta e io ero l’artista.


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