Hey, hey, I wanna be a rockstar

Il titolo non c’entra molto ma visto che riprende in parte il tema di Tutte tranne lei e in parte un aneddoto che scriverò più avanti, mi son detto che era meglio cominciare a scrivere questo post di ritorno, piuttosto che star lì a pensarci.

Sono passate ere geologiche da quando dieci anni fa abbiamo aperto questo spazio. Per me e per Nurofen è stato un luogo dove sfogare la nostra voglia di comunicare e un modo per trovare una dimensione e una voce con la quale raccontare le nostre storie. E in dieci anni può succedere di tutto (tipo restare un mese chiusi in casa, e girare con le mascherine). I miei amici si sono sposati, hanno fatto figli e lasciato un’impronta del loro passaggio tramandando il proprio corredo genetico. Io che dei mie cromosomi non sono troppo convinto, per lasciare un segno ho puntato sulla letteratura.

Sono andato a vivere da solo: ho preso una casa vicino al mare illudendomi che la vista dell’orizzonte conteso da cielo e terra mi avrebbe provocato continui raptus di scrittura. Ho partecipato a concorsi letterari e frequentato dei corsi di scrittura. Se avessi scambiato l’ordine forse ne avrei vinto qualcuno. Ho fatto carriera a lavoro, ammesso che un programmatore possa fare carriera. A fare lo sviluppatore ci si sente come un cane che si rincorre la coda. Prendete questo sito, ad esempio. Quando è nato, se non era fantastico per lo meno era decente. Adesso è da buttare (e magari prima o poi ci lavoreremo) perché è diventato inutilizzabile con i telefoni. È stato sempre inutilizzabile con i telefoni, ma nel 2010 non era un problema. Lo è diventato intorno al 2016, quando la metà degli accessi a internet avveniva da telefono.
La narrativa resiste al tempo molto meglio dell’informatica. E infatti ho scoperto che nella schiera degli scrittori ci sono diversi programmatori. Ho pensato che potrebbe dipendere dal fatto che in tutte e due i casi si pubblica qualcosa, che sia un sito, che sia un racconto.

Tra le decine di siti che ho messo online ho avuto modo di lasciare la firma anche su tre pubblicazioni editoriali.
Di Tutte tranne lei ne abbiamo già parlato in passato. La più recente è un irriverente racconto su Raffaello Sanzio inserito in Marche d’Autore Vol. 2, una raccolta che parla di personaggi marchigiani, scritta da autori marchigiani. L’ultima era un racconto nato da un concorso locale, inserito in uno dei tre volumini che il comune ha distribuito in giro per locali e scuole e oramai irrecuperabili.

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Mi sono imbattuto nella mia prima groupie! A fine presentazione, dopo aver letto tre righe del mio racconto mi si avvicina e mi chiede:

“Ma tu sei l’informatico?”
“Sì…”
“Il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo!”

Io non ho capito se lo avesse letto tutto o si fosse basata sulle tre righe lette, ma a uno scrittore in cerca di conferme non gliene può fregar di meno. Si ringrazia e si porta a casa la serata, coccolati dal sacro fuoco della gratificazione. Fa sempre bene, e funziona meglio di un frustino sul cavallo. Ho scritto un nuovo romanzo, lo sto sistemando in questi mesi: parla di un programmatore (ma no?!?) e della sua ossessione per il debug di una misteriosa ragazza. Spero di potervene parlare presto, ma l’editoria ha subito un duro colpo in questo periodo e i calendari sono affollati per tutto l’anno prossimo, per cui temo che ci vorrà un po’ di tempo.

Intanto se volete scoprire qualcosa di più sul mio esordio, potete trovare alcuni estratti qui, qui, oppure se mi volete bene e vi fidate dell’oste, potete comprarlo direttamente qui


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