Set 17 2014

Romanzi

Forse qualcuno di voi sa che qualche anno fa ho scritto un romanzo. Ho tentato la via dei concorsi e dell’editoria ma finora non c’è stato verso. È uno di quei sogni che dopo un po’ molli, che nel frattempo che ci credi la tua via è andata avanti e sei un po’ cambiato e quello che prima era importante diventa meno importante e viceversa. Mi cito.

Il destino, quando ci si mette, sa essere fastidioso come poche cose al mondo, come la piega sotto il calzino durante il jogging, come il rumore del tergicristallo sul vetro senza acqua, come la scoperta fuori tempo utile di un rotolo di carta igienica terminato. Il destino sa essere crudele fino alla fine, oltre ogni immaginazione, oltre ogni accanimento. […] Al destino non importa quante volte te l’ha messa nel culo, il destino è come la statistica, non ha memoria. Il destino è di sicuro donna, e pure stronza per giunta.

E ora è già tempo di scrivere un nuovo romanzo, qualcosa di forte, qualcosa di trascinante, qualcosa di così vero da essere finto, o così finto da essere vero. Qualcosa che quando lo racconti, lascia il segno. E poi chissà, sarà un altro dei sogni da lasciare incompiuti, che forse il loro scopo non è nemmeno quello di essere realizzati, ma di farti andare avanti credendo in qualcosa, e rendendoti vivo.


Set 14 2014

250 miglia nautiche

Pensieri, centinaia di pensieri, un’immagine, fissa, lì, concreta, i sampietrini, i monumenti colossali, le piazze, i quartieri. Tutto concentrato lì, perché lì c’era tutto quello che desideravi. Lì, era lì da una vita, da quando te ne importava. Era lì, ma non era veramente lì. E hai guardato sempre dalla parte sbagliata, sempre, e hai pensato sempre nel modo sbagliato, sempre, e hai parlato sempre la lingua sbagliata, sempre, e hai sentito sempre con i sentimenti sbagliati, sempre, e hai ascoltato sempre con le orecchie sbagliate, sempre. Un capriccio, un gioco, uno sbaglio, uno scherzo del destino, e ti sei ritrovato in mare aperto con una bussola rotta a puntare verso una stella che non era lì, che era solo un bagliore, un miraggio.

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Set 13 2014

Leggero

A volte è una botola che si spalanca sotto i piedi, apnea, cuore in gola e smarrimento per un salto nel vuoto che non puoi evitare. Su quella botola c’avevi costruito il tuo traballante futuro perché eri certo che non si sarebbe aperta mai. E in quell’attimo che hai sentito il vuoto ti sei reso conto di quanto sei stato stupido, per tutto il tempo. Conoscevi perfettamente quel rischio ma hai deciso di essere incosciente. Le vite si costruiscono dove il terreno è solido, dove sotto i piedi c’è qualcosa di vero, concreto, non aria.
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Ago 26 2014

I miei giorni cominciano all’alba

I miei giorni cominciano all’alba, ad un’ora variabile che va dalle 6.30 alle 7.30. I miei pensieri cominciano all’alba, a volte anche un po’ prima. Cominciano talmente presto che alle 9.30 ne sono già stanco. Vorrei poter spegnere tutto, staccare il cervello, fare pensieri nuovi, pensieri comodi, pensieri egoisti, pensieri che tendono alla mia felicità pura e diretta, una felicità che non passi per quella di altri. Servire la gente come la gente serve me: “Questo è quanto, se non ti va bene smamma”. Che male c’è in fondo ad essere così semplici? Le complicazioni sono dure da metabolizzare, molto più facile capire quello che abbiamo sotto gli occhi. Molto più facile capire quello che conosciamo e abbiamo avuto sempre intorno. La verità è semplice, e le scelte sono un bivio.  Continua a leggere