Feb 22 2011

La fine e l’inizio

Da quanto i giorni si somigliano? Non li conto da un po’ ma sono tanti.

Non è la pioggia, il freddo, la nebbia, il sole, le nuvole, le persone. Niente di tutto cio’ che rende un giorno diverso dagli altri. La differenza è dentro di noi, quando succede qualcosa o peggio, quando non succede niente. Non solo routine, ma il “vuoto” di qualcosa che ti manca e che non ci sarà. Sogni la notte, lo immagini continuamente, decine di futuri alternativi in cui davvero le cose funzionano, ma poi ti svegli e nulla. Nessuno di quei futuri è reale, non lo sarà mai, c’è solo il presente e l’inedia di cui soffre.
Allora succede che fissi un foglio bianco per giorni. Cominci dopo aver fissato il telefono, uno schermo, un nome, e dopo che capisci che le vie si sono davvero separate ti rimane solo quel foglio bianco. I giorni scorrono, sempre uguali, sempre infelici e quel foglio rimane bianco, lindo, intonso.
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Feb 4 2011

Nero, rosso, grigio

La vita viene costruita sull’amore, sugli errori, sulla fiducia, sul risentimento.

Milioni di mattoni, rossi e neri, usati prima per costruire fondamenta e su cui si può costruire una casa. Milioni di mattoni che creano la stabilità, della vita e della felicità.
Molti mattoni si annullano tra di loro. Gli errori demoliscono la fiducia. La fiducia rinsalda l’amore, il risentimento lo distrugge. Il risentimento distrugge tutto, e l’unica possibile cura è il perdono.
Ci vuole un grande equilibrio perchè troppi mattoni neri, errori e risentimento, fanno crollare la casa, e l’amore rimane schiacciato dal peso delle responsabilità, invinghiato in una massa nera impossibile da districare. La fiducia, sprofonda e sparisce. Serve scavare a fondo e per tanto tempo per recuperarla dalle macerie del castello ma potrebbe essere comunque troppo tardi, perchè tutti quei mattoni neri e rossi con il tempo, la pioggia, il vento, la tristezza che scende come cenere vulcanica e che copre il mondo si trasformano in una matassa grigia indistinguibile in cui fiducia, risentimento, errori e amore si trasformano in un unico, immenso, triste “nulla”.
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Gen 17 2011

Neanche con un fiore

È che sono uno stronzo e non imparo mai. Alle undici di notte, sotto le lenzuola, stanco morto, con la sveglia puntata alla sette per arrivare in tempo al matrimonio, che per inciso è in culo al mondo e ho una paura fottuta di combinare un casino, alle undici di notte non mi posso mettere a fare certe domande, e invece le faccio, perché la vedo qui di fianco, insofferente, che vuole dirmi qualcosa ma devo essere io a chiederglielo, e allora lo faccio.
“Cosa c’è che non va?”. Stronzo.
“Niente” risponde con lo sguardo che dice “un sacco di cose ci sono che non vanno”.
“Dai, lo so che stai pensando a qualcosa.”
“Dovresti saperlo a cosa sto pensando” mi rimbrotta lei.
Il brutto è che lo so davvero a cosa sta pensando, lo pensa un casino di volte e la metà di quelle me lo dice pure. E lei l’ha capito che io ho capito. Continua a leggere