Mar 16 2011

Slow Forward < >

Un’altra giornata di pioggia incessante, pesante, molesta, fredda e fastidiosa.

Sorpasso i momenti difficili, credo di ritrovare la via, la serenità, di poter ambire di nuovo ad un pezzo di felicità che credo di meritare e poi…di nuovo…basta un temporale, due gocce, un’immagine, due righe e tutto reinizia da zero, come se oggi fosse 2-3 mesi fa.

Ma quindi a che serve lo scorrere del tempo? Se quello che costruisci si distrugge con un soffio di vento dopo giorni, settimane e mesi che ci provi?
Continua a leggere


Mar 2 2011

Il viaggio (fasten seat belts while seated)

Ho un’infinita distesa di asfalto davanti a me, la pista di atterraggio. Lucida di pioggia, un pallido sole che illumina le pozze d’acqua e i mezzi color arancione, fermi, inoperosi, disposti quasi senza cura su quell’enorme manto nero. Attorno a me, gente poco entusiasta attende l’apertura dell’imbarco D10, che in uno sforzo di fantasia spirituale leggo come “Dio” ma che in realtà, è solo un imbuto grigio e giallo che si innesta in una triste torre disseminata di oblò. Manca ancora un’ora alla partenza.

La playlist casuale è spietata anche oggi, sembra scelta apposta per farmi stare male anche quando dovrei essere contento di tornare a “casa”, da chi mi ama, mi ascolta, mi accoglie. Triste non per quello che lascio, ma solo per quello che non troverò, una volta tornato. Arriva altra gente, qualcuno è già all’entrata dell’imbarco, come ad un concerto, per prendere i posti migliori sull’aereo. Dovranno stare in piedi per un po’ ma soprattutto…ne vale davvero la pena? Un’ora in piedi per avere un’ora di finestrino, probabilmente addormentati e annoiati, con gente affianco che nemmeno conosci. No, non credo…
Continua a leggere


Feb 8 2011

So you think you can tell Heaven from Hell

Fino a poco fa non avevo mai visto Civitanova Marche immersa nella nebbia.
Esco dall’ufficio alla solita ora e con un po’ di forza scarto la pizzeria che mi invita ad entrare col suo odore di cipolla. Io me la mangerei volentieri una pizza, ma sono mesi che non muovo un muscolo e se voglio tirare un buco della cinghia devo sacrificare qualcosa. Dall’angolo spunta un giubbettino di pelle tutto distinto e aderente. La tipa, una signora credo, neanche si accorge di me impegnata com’è a parlare con la donna che ha di fianco. Poi ad un tratto si gira sentendo i miei passi poco dietro ai suoi, è giovane. Mentre le supero la sento parlare di trenta pagine da studiare. È più che giovane, e l’altra è la madre. Ho voglia di dirle che può anche evitare, che tanto studiare, qualsiasi puttanata le abbiano dato da studiare, è inutile considerando l’arco di una vita. Continua a leggere