Gen 6 2012

Ho bisogno di scrivere

Strano eh, piombare qua dopo mesi di inattività, senza neanche lo sforzo di scrivere due righe per gli auguri di Natale e per l’anno nuovo, e affermare di aver bisogno di scrivere.
Il fatto è che ne ho bisogno come valvola di sfogo, devo abbassare la pressione accumulata in questo inizio anno scaricandola in qualche pagina, in qualche frase, magari qualcosa ad effetto, di quelle cose che ogni tanto mi vengono dal nulla. Il problema è che per scrivere c’è bisogno di una storia e di un pubblico. Io oggi non ho né l’una né l’altro. Quindi vado a braccio, seguirò il flusso di coscienza. Insomma, farò cagare. Come sempre.
Oggi scrivo solo perché devo dimostrare a me stesso e agli altri di valere qualcosa.
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Apr 14 2011

Lettera d’amore

Era una notte di un paio di mesi fa, il giorno non me lo ricordo. Tornato da una serata con un amico, morale sotto i tacchi nonostante del bel tempo trascorso assieme e condizioni meteo perfette. Ricordo che scrissi questa lettera vicino alla finestra del balcone, di notte, con la mia fida e piccola lampada da tavolo nera. Non so perchè non accesi le luci della sala. Scritta a mano, con la mia grafia quasi antica, fitta, due pagine.

L’ho appena riletta tutta d’un fiato, senza pause e non ho dubbi che sia la lettera d’amore più bella di sempre. Avete presente la netta sensazione che le parole non bastino, che quello che volete davvero esprimere sia nella mente e vorreste “lanciare” quell’emozione, quel pensiero nel cuore dell’altro per farle capire tutto in un solo istante? La sensazione di sforzarsi e non riuscire a parlare e la disperazione che ne consegue? L’impotenza di non poter infondere di sangue e lacrime ogni parola che dite, ogni frase che scrivete? Con questa lettera non è cosi. Non potrei aggiungere nulla per migliorarla ne togliere qualche frase. Anche gli errori, con le correzioni a mano lasciate in vista, perchè è scritta di getto, dal cuore, fanno parte della sua poesia.
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Apr 5 2011

La storia delle 4 mollette

Sono fuori sul balcone, una bellissima giornata primaverile. Cerco di stendere un piumone appena lavato, gonfio d’acqua nonostante l’abbia strizzato per mezz’ora, pesante, freddo. Per stenderlo non mi bastano due mollette quindi ne uso quattro.

La parte più difficile è trovare la giusta posizione affinchè tutte e quattro le mollette tengano. Basta un solo cedimento, una sola molletta che si stacchi e il peso non è più controllabile, tutto si sbilancia e anche le altre mollette, anche se messe nel miglior modo possibile, pian piano cedono. Ci metto un po’, diversi tentativi, lo piego e lo ripiego, a volte le mollette sono troppo piccole per lembi cosi spessi, a volte sembra che tengano ma è solo un’illusione; cadono al piano di sotto e non posso fare altro che scendere per recuperarle.
In qualche modo riesco a sistemarlo, le mollette sembrano tenere e la giornata di sole comincia a fare il suo lavoro con costanza. L’acqua evapora, il piumone diventa più leggero e più caldo, il profumo del detersivo comincia a spandersi e le mollette sono forti e fiere del loro ottimo lavoro.
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Mar 16 2011

Slow Forward < >

Un’altra giornata di pioggia incessante, pesante, molesta, fredda e fastidiosa.

Sorpasso i momenti difficili, credo di ritrovare la via, la serenità, di poter ambire di nuovo ad un pezzo di felicità che credo di meritare e poi…di nuovo…basta un temporale, due gocce, un’immagine, due righe e tutto reinizia da zero, come se oggi fosse 2-3 mesi fa.

Ma quindi a che serve lo scorrere del tempo? Se quello che costruisci si distrugge con un soffio di vento dopo giorni, settimane e mesi che ci provi?
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Feb 17 2011

“I will hold on hope”

Varese. Di nuovo.

Normale vivendoci da 27 anni ma stavolta, nessun elogio a colori o cinema. Oggi parlo di me.
Stato d’animo variabile, come il meteo. Non sereno…in realtà non lo è da un po’, ma anche questo fa parte della vita. Troppo difficile capire le persone, soprattutto quando ti cambiano, insieme agli eventi. Ferite, colpi, carezze, tutto contribuisce.
Di solito amo guardare le persone. Mi interessano e gioco con loro, creando storie, osservando i piccoli gesti del loro muoversi, i tic, gli sguardi. Mi divertivo, una piccola attrazione in quel grosso Luna Park che è la vita, perchè è cosi che la vedevo, fino a poco tempo fa. Un parco divertimenti, in cui non c’è mai nulla da prendere troppo sul serio. Poi però arrivano le persone e gli eventi e il Luna Park chiude, fine dei giochi e ti ritrovi davanti ad un’entrata sbarrata, da solo, cambiato forse per sempre.
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Feb 4 2011

Nero, rosso, grigio

La vita viene costruita sull’amore, sugli errori, sulla fiducia, sul risentimento.

Milioni di mattoni, rossi e neri, usati prima per costruire fondamenta e su cui si può costruire una casa. Milioni di mattoni che creano la stabilità, della vita e della felicità.
Molti mattoni si annullano tra di loro. Gli errori demoliscono la fiducia. La fiducia rinsalda l’amore, il risentimento lo distrugge. Il risentimento distrugge tutto, e l’unica possibile cura è il perdono.
Ci vuole un grande equilibrio perchè troppi mattoni neri, errori e risentimento, fanno crollare la casa, e l’amore rimane schiacciato dal peso delle responsabilità, invinghiato in una massa nera impossibile da districare. La fiducia, sprofonda e sparisce. Serve scavare a fondo e per tanto tempo per recuperarla dalle macerie del castello ma potrebbe essere comunque troppo tardi, perchè tutti quei mattoni neri e rossi con il tempo, la pioggia, il vento, la tristezza che scende come cenere vulcanica e che copre il mondo si trasformano in una matassa grigia indistinguibile in cui fiducia, risentimento, errori e amore si trasformano in un unico, immenso, triste “nulla”.
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Gen 18 2011

Qualcosa non va

“Qualcosa non va…”

Sveglio, solita ora, ma qualcosa non va.

La colazione ha lo stesso sapore di ogni mattina ma è come stare a digiuno. Il tempo è ottimo ma non ti importa, perchè qualcosa non va.

“Non pensarci…fa che la routine ti inglobi, lasciati prendere dalle azioni di ogni giorno, concentrati e non pensare…”

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Dic 14 2010

La luota gila pel tutti

Non capisco perché la fortuna o il fato vengono rappresentati come una grande ruota che gira. Come metafora è anche carina, ma mi mancano alcuni dettagli. Noi rispetto a questa ruota dove siamo? Fuori? Dentro? Sopra? E la ruota è una ruota tipo bicicletta con i raggi o una cosa tipo la ruota della fortuna con gli spicchi e i premi e il passo?

Facciamo così, che tanto è già stato tutto inventato. Diciamo che la fortuna è la ruota di una roulette, e noi siamo gli avidi scommettitori che si giocano la vita sulle probabilità che la pallina cada da loro. I numeri sono 36, i giocatori sono miliardi, ad ogni giro se ne fanno contenti un bel po’, e scontenti gli altri trentacinque trentaseisimi. Ecco io non sono neanche uno di questi. Io sono il cartoncino verde incollato sullo zero. Manco un banale rosso o nero, no, proprio il verde, proprio lo zero.
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