Ott 19 2010

C’era una volta a New York

Il giorno che ti svegli con le ossa rotte e i denti spaccati la prima cosa che ti domandi è quale degli stronzi che ti hanno ridotto in quel modo ucciderai per primo. La seconda è in che modo.

Mi chiamo Jimi Lion, negli ultimi quattro anni della mia vita sono andato a letto col sole e mi sono svegliato al tramonto. Quando le luci si abbassano e la città si addormenta le strade si riempiono di topi. Spacciatori, puttanieri, borseggiatori e stupratori. All’ombra della luna diventa pericoloso comprarsi anche un cazzo di hotdog. L’ultimo mi è costato un dito, un distintivo, e un cadavere a saldo. Con quel maledetto hotdog ho smesso di essere un poliziotto e ho cominciato ad essere un assassino. Se ci ripenso ricordo ancora adesso il sapore della senape mentre spingevo il tacco della scarpa dentro il cranio di quel farabutto. Voleva il portafogli. In un altro giorno lo avrei anche accontentato. Ma non in quello. L’unica cosa che ottenne fu il mio mignolo sinistro e un cartellino attaccato all’alluce. Mentre esalava l’ultimo respiro raccoglievo due tovaglioli dal carretto e mi ripulivo la bocca.
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