Mag 9 2011

Pensieri all’occhio di bue

Dopo tanto coinvolgimento fisico-emotivo-cinetico durante la serata con amici, sudata copiosa inclusa per un lasergame (che mi ha fatto capire una volta di più quanto poco resisterei in una guerra vera) con mangiata poco soddisfacente successiva, mi trovo seduto spaparanzato su una panchina fuori dal ristorante, in posizione maschio alpha, comodo e strafottente, mentre mi fumo una sigaretta. Il mio terapista, che è uno bravo e non lo dico solo perchè costa un sacco di soldi, mi dice sempre “se vuoi qualcosa e non danneggi nessuno, chi ti vieta di prenderla?”. Quindi volevo spaparanzarmi e fumarmi una sigaretta e l’ho fatto, cosa di cui poi mi pento sempre perchè ci vogliono 120 giorni per smaltirla anche per chi corre ogni giorno come me e ultimamente ho inalato troppa di quella schifezza che non fa bene anche se a fine anno un check up me lo faccio lo stesso e mi faccio fare l’aspettativa dal mio medico quello del corpo bravo anche lui e in più gratis (potete prendere fiato ora) .
Quindi, sono qui che fumo e mi godo il panorama, un guard-rail di cemento, macchine parcheggiate e una rete verde. Il cielo è nero morte e manco si riescono a vedere le stelle e tutto è filtrato da un vetro mezzo opaco dove vedo il mio riflesso di uomo vestito da barbone ed evidentemente spremuto da ogni energia.
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