Mar 21 2014

Paura del buio

Le palle prudono, il collo prude, la spalla, la pancia. Forse l’arrivo della pazzia è annunciato da un gran prurito. Forse esiste un girone all’inferno dove senti prurito per l’eternità, mentre cerchi di dormire.

Il soffitto è nero, tutti i pensieri e le ansie…e i desideri intimi nascosti si raccolgono da qualche parte li, dentro il cranio, secondo me. Stagnano. Acque ferme di palude…intorbidiscono, inquinano il sonno fino a spezzarlo, rompono l’equilibrio come un disastro ambientale in riva al mare e dura da mesi…e da mesi provo a curarmi…non bene, non con troppa scienza dietro, faccio cose, non ne faccio altre, giro in tondo, terapie fai-da-te. Quando apro gli occhi, ad inizio calvario, so benissimo che ore sono…è la mia fascia di perdizione, tra le 3:27 e le 4:04, precisione chirurgica come se fosse ormai parte del ritmo. Il mio corpo si ribella al bisogno di dormire che mi trascino nelle giornate, che mi riduce la pace dei sensi ad una guerra di nervi a fior di pelle. Il mio corpo si agita e freme e stringo i pugni dal nervoso…vorrei sbatterli sul legno che mi circonda per poter stare sveglio per un qualcosa, un motivo vero…una mano fratturata…avrebbe più senso.

Continua a leggere


Mar 16 2014

Se mi stesse bene lo slow motion (come a Ryan Gosling)

Mi sento come ieri, gambe stanche dal giorno prima, trenta minuti cardiovascolari, scarpe che massacravano caviglie, fiato e sensazione di essere incinto o peggio. Fuori forma. Claudicante. Lento.

Ora mi arrivano articoli dal rullo, le luci al neon del mega-capannone centro-commerciale creano riflessi veloci su ogni superficie mentre i miei di riflessi, sono lenti ed impacciati…due minuti solo per trovare la parte aperta dei sacchetti, separarne i lembi mentre uno tsunami di Kellogs Cornflakes gusto classico, tonno in scatola confezione da 12, pasta, zucchine incellophanate, Schweppes tonica scontata a 1.29 mi arriva sulle mani impegnate, un’ondata di violento consumismo. Mio padre, a ottantasette centimetri da me, imbusta rapido e preciso, nemmeno fosse uno spacciatore di crack in fuga dalla polizia che arriva a sirene spiegate…io, invece, più cerco di muovermi più le forze mancano, riempio a metà un sacchetto con verdura mista ma gran parte del lavoro lo fa Padre…dei due, il sessantenne sono io, stanco, impacciato, insicuro. Fuori forma. Claudicante. Lento. Slow motion che non mi sta bene per niente, non mi dona, non fa figo, non butta fuori personalità e sicurezza, non sono come Ryan Gosling, per nulla…lui cammina in slow motion, mangia una pizza in slow motion, saluta in slow motion, bacia e sta sopra a bellissime donne in slow Motion ed è sempre come vorresti essere te…calmo, sicuro, rilassato, a lui sta bene lo slow motion, pure la sua faccia pare fatta apposta per lo slow motion, ci è nato in slow motion mentre io, ho la fretta in corpo, accelero e sbaglio, vado in confusione, confuso, mi agito, agitato, parlo veloce e male, male, non uso punteggiatura corretta nei pezzi perché scrivo come leggo, settanta pagine l’ora, scrivo come mangio, un primo e un secondo in undici minuti, non prendo caffè per non accelerare ancora di più, affrettato, in curva vado lungo, pesto il freno, sbaglio, sbaglio molto, poi mi impaurisco e rallento di colpo, ansia, lentissimo e io lento non so andare, ansia, lentissimo, la macchina si spegne, la frizione stacca male, sento le energie che mancano e la concentrazione va persa, ansia, lentissimo, mille gocce imperlinate sulla testa senza capelli, respiro male, balbetto, dimentico significati e parole, non riesco a stare calmo e rilassato, rabbia, i vestiti mi spostano le ossa in posizioni scomode, tutto due taglie piu piccole di colpo, abbigliamento indossato nella stagione sbagliata, sento gli occhi della gente che nota le ferite dentro e le difficoltà fuori, il disagio di una fretta intrappolata, animale in gabbia, sconfitto dal ritmo delle cose da fare per bene. Quando lo sono, da fare, serve calma. Slow motion.

Lascio perdere, non combatto, mi volto e corro via, di nuovo, prossimo obiettivo, mi rifugio in buchi con aria corrente e acqua fredda, ricomincio da domani mi dico, come ogni ‘giorno prima uguale agli altri’, ricomincerò correndo, di fretta, cercando chi sia veloce, agitato, che non ci pensi troppo, che sia solo istinto, che come me non sappia attendere e prendere le cose con calma, io, che lo slow Motion non mi sta bene…non mi dona, non piaccio, non sono Ryan Gosling.


Mar 10 2014

Fragole con panna

Erano in giro per casa ieri, le fragole…roba di festeggiamenti per compleanno di Madre, piccolo dessert post-polenta taragna…le inabisso nel loro stesso succo poi spruzzo panna montata industriale in quantità, giro, faccio miscugli che si trasformano in liquore rosa e via un’altra spruzzata, dosi sovrabbondanti che quasi sarebbe il contrario, panna con leggero aroma di fragole come definizione corretta…è cosi che mi piacciono, è cosi che vuole il mio corpo.

Continua a leggere


Mar 8 2014

Divagazioni sull’8 marzo

Eccoci di nuovo, l’anno scorso di questi periodi mi trovavo più o meno nella stessa situazione. Più o meno, non so se più vicino o più lontano…comunque sia, ancora a scrivere sull’otto marzo, ma in realtà non volevo scrivere sull’otto marzo. E’ che oggi si scoprono tutti galantuomini, tutti per la parità dei diritti, Facebook sembra un vivaio, auguri e fidanzati melensi. Sarò sincero: l’atmosfera che c’è in giro un po’ mi contagia.
Però se penso alla festa della donna non penso alla lotta per i diritti, all’augurio per le pari opportunità, allo stop alle violenze e cose così. Penso a una cosa bella e all’amore per essa.
Continua a leggere


Mar 6 2014

In una vita precedente

Sono stato anche normale,
in una vita precedente
m’hanno chiesto “che sai fare?”
“So far ridere la gente”,
menomale
che non ho fatto il militare.
Si, menomale,
sai che risate

La musica, la musica… La musica è come casa, non importa per quanto tempo starai via, ma tanto sa che tornerai da lei. La musica c’è sempre, anche quando non ne hai bisogno. Se ne sta buona lì ad aspettarti perché sa che prima o poi avrai ancora bisogno di lei. La musica ti lascia andare ma non ti lascia, la musica non ti delude, ti conosce da sempre, da prima ancora che avessi coscienza di te e dei tuoi sentimenti, e se tu non la capisci fino in fondo cerchi comunque di trarne il significato migliore, quello che ti fa stare meglio, quello che più si avvicina alla vita. Continua a leggere


Mar 4 2014

Digrigno i denti. Me ne accorgo. Non faccio niente.

Avevo voglia di scrivere e basta, qualcosa, non so cosa, qualcuno, non so di chi, di cui, per come.

‘Tipo una settimana fa’…immaginatevelo scritto in sovrimpressione su un mio ricordo ampiamente distorto stile “era una notte buia e tempestosa” ma non era notte, non era tempestosa anche se probabilmente pioveva che qua piove sempre, piovavilmente probabilava.

Continua a leggere