Mag 7 2014

Profondo rosso

Certe volte non distinguo la causa dall’effetto. È come se tutto fosse raggomitolato su se stesso e non ci fosse più un inizio e una fine, né vie di uscita, solo una forza centrifuga che ti allontana e una gravitazionale che ti trattiene. A sapere che sia così per l’eternità uno ci si abituerebbe pure, ma neanche la consolazione di quella certezza. Prima o poi le cose cambiano, sempre. Sarai tirato dentro l’orbita o catapultato fuori, nello spazio profondo?
L’altra sera parlavo con una ragazza, nemmeno ricordo di cosa e mi diceva: “Solo le cose false finiscono”. Ci ho pensato, mi era sembrata subito una bella frase, ma mi sembra anche vera. Una soluzione semplice per una equazione complicata. La verità tra l’altro è sempre nella semplicità, e dietro le pieghe delle complicazioni si nascondono tante insidie. Continua a leggere


Apr 19 2014

Un giorno da granchio corridore

Mi alzo come sono andato a dormire, pioggia che martella le superfici scoperte del mio antro. Di là, una luce accesa avverte che mio padre è già in piedi…e non che ci fossero dubbi.

“Vuole fortemente quel granchio corridore…” urla la TV con la voce impostata di un documentario e a quel punto, anche te ti fai una di quelle domande importanti che ti condizionano l’esistenza.

“Quanto fortemente voglio quel granchio corridore?” …ma non so darmi una risposta.

Latte.

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Dic 5 2013

Verità del creativo

Se fossi un codardo, uno che nasconde la verità e si veste strato su strato di maschere direi missione compiuta, ecco un altro che c’è cascato, altra bella figura fatta, ci scappa pure una dozzina di nuovi proseliti tra le tue amicizie, magari pure qualche figa…ma non sono cosi, non più, non sempre…non oggi.

La mia vita è un bluff. Le giornate non iniziano, non finiscono…farcisco ogni momento di roba da fare, uscite, trasferte in macchina, allenamenti, finché morte non mi separi, cercando di riempire i vuoti come la classica storiella del professore che mostra agli studenti un vaso con i sassi, che poi riempie con ghiaia e così via. Cerco cose nuove da fare, mi stanco di quelle vecchie con facilità…sembrano insapori. Perenne ossessione per l’amore perfetto anche se poi non so nemmeno definirlo, l’amore e sto lontano da casa per evitare il piu possibile i momenti con me stesso che non mi sto molto simpatico, mi trovo vittimista, ossessioni alla Dorian Gray, ansia cronica, insicurezze.

Quando esco mi diverto sul serio, non sono uno di quelli che fanno foto con sorrisi da 128 denti ma hanno bisogno di una distilleria e un carico di Mh per riuscire a stare lontani da se stessi…io l’altro lo lascio legato nel portabagagli della macchina ma poi, quando sono a letto, cosa mi rimane davvero? Uscire e fare, fare e uscire, senza trovare quello che vuoi o quello che ti serve…chissà se poi è la stessa cosa, non ci dormo la notte, ne discuto con le anime delle due del mattino virtuali che vivono con le luci fredde di un monitor acceso, che loro invece, non ci dormono di giorno su queste domande.

Nei momenti di tregua, dormiveglia, rilassamento muscolare…scrivo, se si può davvero definire scrittura. Scrivo tanto, niente di articolato, non mi ci sono messo ma è vero, scrivo tanto. Perché lo faccio? Lo scrittore in Stalker diceva qualcosa del tipo “scrivo per dimostrare a me e agli altri di valere davvero qualcosa”

Credo abbia ragione…è una caccia al like, all’approvazione, allo “scrivi da Dio cazzo”, per riuscire a dimostrare che meriti la chance, non sei solo quello simpatico, il buffone da compagnia…c’è il talento, ci credi…e quando lo riconoscono tu gongoli, speri pure nella groupie da scopata, vuoi gli applausi, è cibo per l’autostima.

No…non lo faccio per me, per sfogarmi, sentirmi meglio…non credo. Io dico che puzza di complesso di accettazione, carenze affettive e di autostima, complessi e squilibri mentali.

E si sa, la puzza non mente mai.


Dic 4 2013

I sogni

Che sogni di mangiare il Kebab e ti svegli 5 minuti dopo col mal di stomaco e ti viene da dire che bisogna stare attenti a quello che si sogna.


Dic 2 2013

Lettera a Dio

Ehy Dio…sono Tosco…anche se è il soprannome che mi danno i miei amici e non so se te ci chiami in altri modi, se c’è un divino nome per ognuno di noi, se i tuoi nomi hanno lettere o numeri, se per te numeri e lettere hanno davvero significato poi…chissà cosa usi…forse suoni o odori o radiazioni gamma dallo spazio profondo.

A proposito…con Babbo Natale il problema dell’indirizzo l’hanno risolto, la sede legale sta da qualche parte su al Polo Nord mentre di te bho, mica si capisce, non c’è un posto dove mandare letterine a Gesù, ne francobolli spaziali certificati ESA, l’agenzia spaziale europea. Posso solo ipotizzare che tu stia tipo vicino alla Nube di Oort, spiaggia bianca, mare cristallino ma invece del cielo azzurro lo spazio profondo e miliardi di stelle che illuminano a giorno, nebulose dai mille colori, galassie a perdita d’occhio.

Bella vita te…si.

Ora…di domande te ne vorrei fare tante e in realtà te ne ho fatte molte in questi anni anche se di risposte non me ne hai mai data una. Ogni due per tre ti chiedo cosa ho di sbagliato, di indicarmi la via, di cercare con me l’ago della bilancia che regola la mia vita, perso nel pagliaio del mio cervello confuso ma non sento nulla…non una voce o un sospiro…non una luce anomala che illumina il muro di notte quando non prendo sonno dall’ansia…forse perché da piccolo mi hai anche portato via l’udito dall’orecchio sinistro e la vista peggiora anno dopo anno.

Colpo gobbo.

Lo accetto, a taluni è andata peggio…piogge di fuoco, alluvioni, pestilenze e carestie…dicono che ce lo siamo meritato anche se te lo dico, senza che ti arrabbi, te la sei presa un po’ troppo e non sta mica bene fare cosi tanto l’offeso, stile “non gioco più con voi…cazzi vostri”. C’è gente che è nata da poco che non ha grosse responsabilità ma si ritrova armi puntate alla testa, malattie da destino creativo, genitori pazzi e violenti o culle sanguinolente a forma di cassonetto con sacchetti di spazzature per cuscini. L’acqua ci salva dalla sete e ci annega ad ogni monsone, l’amore è diventata una scommessa ad alto rischio spesso basata sull’egoismo e sugli zeri di un conto in banca, godersi il cielo stellato è reso impossibile dalle città che non dormono mai, immerse in fumi bianchi e alcool a cascata dalle grondaie, si parla con piombo e fuoco, la natura ci odia, la tecnologia ci odia. Le persone si odiano.

Se sapessi il tuo indirizzo ti manderei una cartolina da questa sfera blu…ci metterei un collage di miliardi di foto prese dai TG e dalle sofferenze di ognuno, francobollo da 1.000.000 di dollari con sonda Voyager dorata su sfondo blu cobalto, con in primo piano quel messaggio per l’universo, l’uomo vitruviano inciso sulla superficie simbolo dell’armonia umana. Ti scriverei un invito a fare un salto di nuovo dalle nostre parti, un giretto in questo orticello disastrato dalla grandine, giusto per dimostrarci che la storiella del buono e misericordioso è vera sul serio.

“In verità in verità vi dico”

Te lo dico perché mentre sei li che sorseggi cocktail a base di quasar e plasma ionizzato con ghiaccio, agitato e non mescolato, i tuoi adepti continuano a dirci che ci hai creati a tua immagine e somiglianza ma io attorno vedo quasi sempre solo degli stronzi. E se la matematica l’hai creata te, per aiutarci a tenere in piedi case e ponti anche se poi basta una crepa nel terriccio per trasformare il mondo in un Jenga, ecco…

…tra un sorso e l’altro…

…fai due più due.


Ott 2 2013

La nube di Oort

Quando tiro su lo sguardo verso la partita in TV, sembra sempre che la stia guardando per la prima volta, anche se è iniziata da trenta minuti.

Penso ad altro, me ne arrivano mille di pensieri, da quella specie di nube di Oort cerebrale che ogni tanto spara una cometa-neurone a minacciare il sistema solare con radiazioni di umore cedevole e scontroso che sembro quasi mestruato, come mi ha detto pure la sorella giapponese, “A volte credo che tu sia una donna sai?” che non mi sembra un bel complimento.

Vero però e oggi, mando al diavolo tutti. Una ragazza ad esempio questa sera, rea di non avermi risposto un paio di giorni fà e siamo a due in due settimane che poi mi lamento che sono solo, che da innamorato mi ritrovo i buchi nello stomaco, che ho lo sguardo da reduce di guerra che a dire ti amo, quando è l’unica cosa che dovrei fare, ho una paura folle.

“Fanculo…”

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Set 28 2013

Emarginato

Forse non c’è droga peggiore della musica, soprattutto ascoltata con auricolari in-ear che arrivano a tre millimetri dai timpani. Diventi un cazzo di sordo emarginato.

Tipo, vado ad allenarmi qualche giorno fa. Metto l’ipod nella tasca sinistra ma gli auricolari funzionano male, le note saltano da destra a sinistra e io da una parte non ci sento quasi nulla. Ad ogni metro di corsa è un continuo ping-pong di voci che rimbalzano nel cervello e il nervosismo che cresce perché è come parlare al telefono dentro una galleria. Cerco di non farci caso, corro un po’, imprecando contro la Philips e tenendo l’ipod in mano in posizione innaturale, come un bicchiere troppo pieno. Tutto per far funzionare decentemente quei dannati fili bianchi e subisco le occhiate di quelli che mi incrociano. Sembro un folle. Arrivo nella piazza, circondato da palazzine, bar con tavolini all’aperto, bambini che giocano, polizia locale e gente che entra in comune. Di solito mi alleno un paio d’ore e le mani mi servono libere.

Duro giusto dieci minuti.

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Ago 21 2013

Le parole sono importanti #8

Ogni volta che mi guardo i piedi penso “ma che bei piedi che ho”. Niente calli, niente bozzi, niente gonfiori. Perfetti.
Perfino la pianta che dovrebbe essere la cosa più dura è morbida come quella di un neonato.
Il fatto è che ne ho solo due, magari una si guasta e rimango spaiato, che poi per certi versi sarebbe anche meglio visto i calzini single che ho. Magari domani vado per boschi, metto il piede in una tagliola e zack! Addio piede.
Ho deciso che stasera scenderò nel giardino scaverò una buca nel pezzo di terra più illuminato che c’è, e farò crescere la più bella pianta dei piedi mai vista.


Lug 14 2013

Le parole sono importanti #7

“Ciao, andiamo a cena lunedì?” Moment.
“Mi dispiace, ma devo fare la notte” Dio.


Giu 16 2013

Corso di autodifesa: Prima lezione

– E dai, adesso basta.
– Su, che ci facciamo male.
– E dai, e fermo, stai calmo.
– Che adesso ridiamo ma poi va a finire in tragedia.
– Se non mi picchi ti lascio guidare il motorino.
– La macchina?
– Il treno?
– Guarda che io sono buono e caro ma se mi arrabbio spacco tutto eh.
– E mio padre ha conoscenze così in alto che può far mettere in galera il tuo.
– Ti prego ti prego ti prego ti prego.
– Ho una moglie e un figlio da mantenere.

Fine prima lezione.


Mag 27 2013

Fisarmonica

Una pallina da ping-pong. Il moto del pendolo. Una piuma trasportata dal vento. Il batacchio inerme della campana. L’ago fuori controllo di un sismografo. Il rollio di una moneta caduta a terra. Il tergicristallo sotto un’acquazzone. L’intermittenza del neon del garage. Una fisarmonica. Il mio umore.


Mag 21 2013

Le parole sono importanti #6

Oggi sto da Dio. Aveva una stanza libera.


Mag 5 2013

Martini

La testa un po’ appesantita dall’alcool distoglie l’attenzione dalla strada che stai percorrendo e la concentra su pensieri vicini e lontani. Ci sono persone che ti lasciano qualcosa e di cui ti rimane qualcosa: e non è la stessa cosa. Torni da un aperitivo dove ti hanno servito delle semplici bruschette in una maniera spettacolare e non sai se apprezzare la coreografia o disprezzare le sette fette di pane che ti sei fatto per antipasto. Il tutto accompagnato da un bicchiere di Martini, perché di certe persone ti rimane qualcosa, e a  me di lei è rimasto il Martini. Non lo avevo mai provato prima e tutte le volte che ne riasseggerò sarà un po’ come una liturgia dove mi prendo tutto il tempo del drink per ricordarla, come se già non lo facessi abbastanza.. Mi sento molto James Bond.

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Mar 7 2013

Viva le donne

In occasione di una festa che spesso e a ragione viene definita retorica permettete un po’ di retorica anche a me, che oggi mi gira così: prendetela come una specie di ringraziamento per tutti i momenti belli e brutti passati con, o a causa delle donne, che senza di loro la vita sarebbe certamente più tranquilla.
Perché la donna è così, è un controsenso. Ci sarà pure un motivo se ci hanno fatto il sesso opposto. Continua a leggere


Feb 19 2013

NOFX

Mi accorgo di non aver mai ascoltato i NOFX, e mi sento in colpa.

Ai tempi della scuola c’erano centinaia di “NOFX” scritti in pennarello indelebile su cartelle, astucci e pelli umane e il mio vicino di banco aveva anche il borsellino. Bellissimo.

Io ero ignorante, pensavo fosse un marchio. Io sono ignorante.

Ero talmente ignorante sulla musica che nemmeno ricordo cosa ascoltassi. Le sigle dei cartoni animati il pomeriggio forse, bho. Così ignorante che ancora oggi degli NOFX non so il genere, o in che anni suonassero. Tutto nebbioso, è un “ai tempi della scuola” che potrebbe essere quandunque, che è una parola che non esiste ma rende l’idea.

Ricordo solo quei graffiti su ogni superfice immaginabile.

NOFX

Figo.

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