Set 13 2011

Crampi di concentramento…

Devo concentrarmi e dare un senso a queste giornate che sto buttando, lavorare lavorare lavorare.
Perchè il tempo stringe, domani mi tocca andare in ufficio, e in un attimo BUM!, ti ritrovi che sei a qualche ora dalla consegna e avevi giusto trovato la voglia necessaria per metterti sotto. Quindi “Peccato sarà per un altra volta, vi farò sapere, sono nei guai”. Mi sento come Don Draper nel ‘pilot’ di Mad Men.

No!

La cosa fastidiosa è che l’ispirazione, la voglia di fare e la serenità tipica di chi sa che tutto va bene, la trovo soltanto quando sono in giro a fare foto, con gli amici, a pittoreschi appuntamenti, a lezione di Nippon Kenpo, al mare; ovvero quando non ho neppure un pezzo di carta su cui scrivere ne un computer per lavorare. Seduto qua davanti invece, non riesco a concludere nulla. Trovo interessante ogni cosa mi capiti sotto’occhio. Esempio, sono stato fermo a fissare i rami della mia betulla e lo sfondo azzurro del cielo per 20 minuti buoni. Per deformazione schizo-professionale spostavo lo sguardo , giravo la testa a diverse angolature per vedere come la finestra incorniciava meglio quella ‘foto real-3d’ che avevo di fronte.

Cioè…venti minuti. Venti. E la foto farebbe pure schifo.

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Lug 1 2011

Simpatia, mal di testa\o, elettroni e Mussolini

Ho la testa che mi esplode.

Vento, sole, aria, discorsi. Tutto contribuisce. Anche fissare lo schermo 3 ore per una mattinata, cercando di concludere qualcosa per una presentazione.

Slides. 15. Non un gran numero, ma sono riuscito solamente a scegliere il colore dello sfondo, il font, il colore del font e scrivere ‘Analisi’. Fa pure schifo a vedersi. In 3 ore non sono nemmeno riuscito a scegliere i colori giusti.

Sono le 11 e fra poco mi vedo con un amico, pranziamo assieme prima che lui parta per l’agognata Provenza. Ha una cognata in Provenza, al mare. Che poi oggi mi sono svegliato alle 9 circa, ma sono andato a dormire alle 6 quasi inconsciamente. Facevo cose da qualche parte e quando sono tornato erano le 6. Ormai gli orologi non li guardo nemmeno più, per me esiste solo luce e non-luce. Tanto, troppo tempo libero, sono due settimane che sono in braccio di ferro forzato con i datori di lavoro ed è una cosa che non mi fa bene per niente. Più tempo libero ho, meno concludo. Ieri ad esempio, pensavo agli elettroni. Quindi ho passato 8 ore a studiare fisica. Dovevo\potevo fare quella presentazione ma no. Volevo studiare gli elettroni, come si muovono, chi gli ha dato un nome cosi stupido, se rimbalzano come le palline da tennis se colpiti da racchette elettriche, visto che siamo in pieno Wimbledon. Quando mi sono accorto che ne sapevo abbastanza, era già ora di uscire. Come adesso.
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Apr 22 2011

La sconclusionata cura per la pazzia \ Nurofen contro Kaufman

Un film mi ha sconvolto. Mi ha fatto pensare ad un sacco di cose in un unico pensiero.

Qualche anno fa mi chiedevo sempre perchè non piangessi mai. Moriva gente cara e non piangevo, soffrivo come un cane e non piangevo, mi sono rotto 15 ossa in una volta e non ho pianto. Mi chiedevo “sono cosi insensibile?” oppure “possibile che non me ne freghi nulla?”. I morti le disgrazie, niente più che un eco lontano. Mi spaventava questa cosa. Ero forse un mostro? Piangevo sui film, per Forrest Gump, per Pearl Harbour. Non per mio nonno o per il mio primo amore, morto a vent’anni. Eppure mi dispiaceva da morire. Poi tutto ad un tratto le lacrime scorrevano anche nella vita reale con gli interessi, dopo anni. Piangevo per mio nonno, per il mio primo amore, per mille cose. Perchè lo scrivo? Non lo so, ma penso che c’entri qualcosa.

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