Quelli che vivono da malati per morire da sani (oyeah)

È così che mi sono sentito ascoltando questa frase di una delle innumerevoli versioni di questa canzone di Jannacci. Non che non lo sapessi già ma quanto facilmente ne ho coscienza tanto facile me lo scordo. Vivo col freno a mano tirato e questo è un dato di fatto. Che in una gara forse ha pure senso fare così, conservarsi tutto per la fine, lasciare strada agli avversari ingannandoli che siete tutto lì per poi sorprenderli in un finale da campioni. Ma la vita è una gara troppo lunga per questa strategia e nel finale si è già col piede nella fossa. Magari manco ci si arriva a tagliare il traguardo.

E sono stanco di conservarmi, non sono nemmeno sto chissà quale pezzo di carne o di testa da salvaguardare. Se mi bruciassi con la velocità di una rockstar non farei chissà quale danno.
E oggi mentre saltavo di canzone in canzone, già con la voglia di fare qualche stronzata, così, giusto per ricordarmi che la vita è fatte anche di quelle, o forse soprattutto per quelle, mi arriva alle orecchie questa frase che mi risuona in testa come un irresistibile elisir. E allora decido che sì è ora di fare una stronzata.
E io quando decido di fare le cose le faccio per bene. C’è questa cosa che potrebbe sembrare pigrizia ma non lo è: se io non faccio le cose è perché detesto farle male. Le cose imprecise, specie se fatte da me, mi danno tormento, è come se dovessi continuamente dimostrarmi di essere sempre un passo avanti agli altri, e lo devo fare proprio perché so che non è così. È per questo che faccio poche cose, una alla volta, e con tutto il tempo che ci serve. Se devo fare una cosa fatta male non la inizio neppure. E se vedo che continua male, smetto prima di finire.
E credo che anche per le stronzate sia così, non posso accontentarmi delle bravate, di qualcosa di semplice, di qualcosa di riparabile, una figuraccia, un po’ di faccia di bronzo, oppure uno sgarro. No, qua se c’è da fare una stronzata c’è da farla per bene, come tutto il resto.

E la vita e il mondo per un po’ saranno il mio parco giochi, che ho tanto da perdere ma forse non abbastanza, forse tutto il tempo col freno a mano tirato mi ha dato un buon vantaggio, forse quelli che si sono spesi per stare davanti a me hanno molto più da perdere. E non farò sconti a nessuno, e la giocherò fino in fondo, per arrivare primo, e mi spiace per gli altri. Fate largo gente, che tocca a me. Comunque vada sarà una stronzata. Ma epica.


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